Il cosmo e la Costituzione ” “

Trenta anni di politica spaziale europea ” “” “

Il cosmo entra, in punta di piedi, nella Costituzione dell’Unione, trascinando con sé la ricerca spaziale con le sue applicazioni nella vita di ogni giorno, dalle previsioni metereologiche alla telecomunicazioni, fino alla medicina. E così anche l’Agenzia spaziale europea (Esa) trova un posto nella costruzione dell’Europa comunitaria. LA RICERCA SPAZIALE NELLA COSTITUZIONE UE. “Per favorire il progresso tecnico e scientifico, la competitività industriale e l’attuazione delle sue politiche, l’Unione elabora una politica spaziale europea”. A questo scopo l’Ue sostiene la ricerca e lo sviluppo tecnologico “per l’esplorazione e l’utilizzo dello spazio” e “instaura tutti i collegamenti utili con l’Esa”. L’art. 254 del nuovo Trattato costituzionale recepisce così trent’anni di studi, progettazioni, applicazioni industriali che hanno fatto del Vecchio continente un polo internazionale di primo piano in questo campo, accanto agli Stati Uniti, alla Russia e a quei Paesi – come Cina, Giappone, India – che più di recente hanno alzato lo sguardo fino a stelle e pianeti. Sempre stando alla Costituzione, l’Ue deve al più presto provvedere a dotarsi di un Programma spaziale e a tal fine nel mese di novembre si è insediato a Bruxelles il Consiglio spaziale, composto dai ministri dei Venticinque che a livello nazionale guidano il settore. QUINDICI STATI MEMBRI E DUEMILA “CERVELLI”. L’Esa, sorta autonomamente rispetto all’Europa comunitaria, dovrebbe diventare il braccio operativo dell’Ue riguardo lo spazio. Creata nel 1973, vi aderiscono 15 Stati: Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito. Grecia e Lussemburgo si aggiungeranno nel corso del 2005. Canada e Ungheria partecipano invece ad alcuni progetti. L’Agenzia può contare su uno staff di circa duemila ricercatori (fisici, astrofisici, ingegneri, chimici, biologi) effettivi, più altrettanti studiosi “a contratto”. Il bilancio dell’Esa si aggira sui 3 miliardi di euro l’anno, una cifra relativamente modesta se paragonata agli investimenti che gli Usa operano a favore della Nasa. I fondi provengono dagli Stati membri: “Le attività statutarie (programmi di astronomia e attività generali di bilancio) sono finanziate con il contributo economico di tutti gli aderenti – spiegano alla sede parigina di Esa -, calcolato in base al prodotto interno lordo”. SEDI IN FRANCIA, GERMANIA, PAESI BASSI, ITALIA E BELGIO. La sede dell’Esa è nella capitale francese, ma centri di ricerca e uffici operativi si trovano a Noordwijk, nei Paesi Bassi, a Colonia e Darmstadt in Germania, a Frascati in Italia, a Bruxelles, in Belgio. La base di lancio si trova invece nella Guyana francese. Da qui hanno preso la via della volta stellata i lanciatori Ariane, diverse sonde fra cui Huygens, Rosetta e Mars Express. Meteosat ed Envisat sono invece i due satelliti più noti che portano la firma dell’Agenzia europea. Il francese JEAN-JACQUES DORDAIN è l’attuale direttore generale dell’Esa: per spiegare la rilevanza del lavoro svolto dall’Agenzia, e più ancora il forte legame tra quanto avviene sulla Terra e ciò che accade sopra le nostre teste, lancia provocatoriamente l’idea di uno “sciopero dei satelliti”. “Spegniamo per un giorno tutte le comunicazioni satellitari, e allora ne apprezzeremo l’importanza per la vita quotidiana”. Ciò comporterebbe la rinuncia a gran parte dei programmi televisivi, all’utilizzo di internet e della posta elettronica, del navigatore satellitare installato ormai in molte automobili. Per non parlare della sicurezza aerea o delle notizie meteo per chi viaggia o lavora nell’agricoltura. La ricerca spaziale, fondata sulla conoscenza delle leggi fisiche e dei fenomeni a queste correlati, ha anche applicazioni nelle cure mediche, nella prevenzione dei terremoti, nella realizzazione di strumenti e indumenti per la sicurezza sul lavoro… SITO WEB PER I PICCOLI E FESTA A BRUXELLES. È possibile seguire passo passo i progressi dell’Esa anche sul sito www.esa.int, con uno spazio dedicato ai bambini ( www.esa.int/esaKIDSen/), tradotto in sei lingue e continuamente aggiornato, che aiuta a scoprire il cosmo attraverso giochi, curiosità, percorsi didattici, immagini e suoni, viaggi virtuali. L’Agenzia spaziale europea, in collaborazione con la Commissione Ue, propone dal 12 al 20 febbraio, presso l’Autoworld di Bruxelles, la settimana “Terra e spazio”, ossia “nove giorni di idee, esibizioni ed eventi”, con l’intento di “celebrare la Terra” mentre prosegue la ricerca su altri pianeti, stelle e galassie lontani anni luce.