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Messaggio all’Europa ” “

La croce della Gmg al Parlamento tedesco ” “” “

Per tre giorni, alla fine dello scorso gennaio, la croce della Giornata mondiale della Gioventù, simbolo degli incontri dei giovani col Papa, ha sostato presso l’aula del Parlamento federale tedesco, il Bundestag. Anche così, ha detto il presidente del Bundestag, Wolfgang Thierse , i parlamentari tedeschi “sostengono pubblicamente la Gmg. È una prova del fatto che il cristianesimo non sta morendo ma che possiede ancora piena vitalità”. Il presidente della Commissione per la pastorale giovanile della Conferenza episcopale tedesca, mons. Franz-Josef Bode ha dichiarato che “quando lo Stato fa proprie le sue possibilità positive, politica e religione possono incontrarsi in modo fruttuoso” ed ha esortato i giovani a “impegnarsi nella società e nella politica”, chiedendo nel contempo ai politici di prendere spunto dai giovani per “farsi ispirare ad una politica della giustizia, della pace e della responsabilità per il creato”. Con la croce della Gmg si vivono esperienze sensazionali: una di queste è stata nei giorni scorsi la sosta della Croce nella sala di preghiera e raccoglimento del Bundestag. Per la seconda volta nella storia, la croce della Gmg ha fatto ingresso in un Parlamento. È stata accolta dal Presidente del Bundestag, Wolfgang Thierse e salutata da numerosi parlamentari, dai portavoce dei partiti e dai rispettivi responsabili in materia di religione. La croce della Gmg nel Bundestag è qualcosa di più di un simbolo: è un riconoscimento. Perché in un Paese in cui si discute sulla croce nelle aule scolastiche come si discute sul copricapo delle donne islamiche e sulla tendenza a ridurre la fede a questione privata, la croce era il riconoscimento dentro e per la vita pubblica tedesca del fatto che il simbolo cristiano è presente nel luogo dei rappresentanti del popolo: non si può immaginare una croce assente dalla vita pubblica. Se già in alcune scuole non è più possibile appendere il crocifisso in classe, la croce nel Bundestag rammenta l’errore di questa scelta. Da Berlino ha mostrato a tutta l’Europa che le radici cristiane del continente, l’eredità cristiana e l’impegno dei cristiani nella società e per il bene comune sono auspicabili in un’Europa unita. È stata infine una risposta chiara a tutti coloro che non hanno voluto scrivere il nome di Dio dalla Costituzione europea. La croce e la politica: viene subito in mente il dibattito pubblico e politico di alcuni anni fa che ha portato alla sparizione del simbolo della croce dalle aule delle scuole pubbliche. Questo dibattito ha sottolineato il fatto che la Germania non è più un Paese in cui la fede cristiana viene accettata come base comune dell’agire pubblico e politico. La politica, come la società, ha però bisogno di valori, concetti ed orientamento se vuole adempiere il suo compito di guidare un popolo in modo umano, pacifico, giusto e sociale. La presenza della croce nel Bundestag non solo ricorda questo fatto, ma allo stesso tempo propone un visione esplicita, il Vangelo di Cristo. La croce fa presente che Dio stesso si è messo al servizio dell’uomo e della sua salvezza. Perciò è ovvio che la politica deve essere servizio in vista dell’unica dignità dell’uomo in quanto figlio di Dio. La croce indirizza verso Dio che è vicino all’uomo nel bene e nel male. Perciò la politica non è potere dato per i propri interessi. Il potere è limitato e affidato per edificare una “civiltà d’amore e di giustizia” (Giovanni Paolo II). La croce riesce a parlare ai politici di una strada solida verso il futuro che è la strada di Cristo. Speriamo che tanti politici tedeschi ed europei abbiano accolto questo appello.