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Questa è ipocrisia ” “” “

Polemiche in Gran Bretagna contro il permesso di clonazione ” “dato dall’Hfea a Ian Wilmut, il ‘papà’ della pecora Dolly ” “” “

Ian Wilmut, del Roslin Institute di Edimburgo, lo scienziato che nel 1996 clonò la pecora Dolly, ha ottenuto, lo scorso 8 febbraio dall’Autorità britannica per la fertilizzazione e l’embriologia (Hfea), la licenza per clonare embrioni umani a scopo terapeutico nell’ambito di ricerche sulle malattie che colpiscono i motoneuroni, le cellule nervose addette al controllo dei movimenti. La clonazione a fini terapeutici è legale in Gran Bretagna dal 2001 e questa è la seconda volta che l’Autorità concede una licenza simile. La prima risale a diversi mesi fa, data al ricercatore Miodrag Stojkovic, dell’Istituto di genetica umana dell’università di Newcastle. Il fatto ha sollevato le polemiche dei gruppi di pressione per la tutela del diritto alla vita secondo i quali la clonazione di un embrione umano, sebbene per scopi terapeutici, implica la creazione e la successiva distruzione di una vita umana. “LA RICERCA NON DEVE UCCIDERE”. La ricerca dovrebbe essere condotta con mezzi che non uccidono o sfruttano l’essere umano” è la secca risposta di Helen Watt, direttore del Linacre Centre for Healthcare Ethics (www.linacre.org) di Londra, l’unico centro cattolico di bioetica nel Regno Unito e in Irlanda, al permesso di clonare embrioni umani a scopo terapeutico dato a Ian Wilmut, del Roslin Institute di Edimburgo, dall’Hfea nell’ambito di una ricerca sui motoneuroni. “Il professore Wilmut – spiega al Sir il direttore del Centro – vuole deliberatamente clonare embrioni umani affetti dalla malattia dei motoneuroni. Gli embrioni saranno creati ed uccisi per le loro cellule, che saranno poi studiate dallo staff del prof. Wilmut”. “Una licenza simile – aggiunge – era stata già concessa a dei ricercatori di Newcastle sempre dalla Hfea. Ed è incredibile che questo genere di esperimenti siano permessi in un Paese che si dice civile. La ricerca – conclude Watt – dovrebbe essere condotta con mezzi che non uccidono o sfruttano l’essere umano, come la ricerca su cellule staminali adulte, che già sta dando dei risultati in merito a trattamenti medici”. “SCELTA IPOCRITA”. “Qualsiasi permesso di clonare e uccidere colpisce al cuore la legge fondamentale alla base della nostra società che è non uccidere gli innocenti”. La censura al permesso di clonazione a fini terapeutici dato al prof. Ian Wilmut, arriva da Anthony Ozimic, portavoce della ‘Società per la protezione dei bambini non nati’, una delle più importanti organizzazioni del Movimento per la vita. “Il processo di clonazione – dice al Sir – uccide molti embrioni umani innocenti nel momento più vulnerabile della loro esistenza. Tutti coloro che sono morti sono esseri umani unici che è impossibile sostituire”. Secondo Ozimic, “è pura ipocrisia per la ‘Human Fertilization and Embriology Authority’, la società che controlla la fecondazione artificiale parlare dello status morale unico dell’embrione quando è lo stesso ente che autorizza la licenza di uccidere tali embrioni”. “La cosiddetta clonazione terapeutica – aggiunge – sfrutta gli esseri umani e li usa come risorse piuttosto che rispettarli come persone. Come lo stesso dottor Harry Griffin, che ha aiutato il dottor Wilmut a dare vita alla pecora Dolly ha ammesso: ‘La clonazione terapeutica non è certo terapeutica per l’embrione'”. “Oltre due decenni di ricerca distruttiva sugli embrioni – conclude il portavoce – non ha prodotto nessuna delle cure che i suoi promotori profetizzavano sarebbero state trovate mentre la ricerca sulle cellule staminali adulte fornisce già risposte a condizioni neurologiche come disfunzioni del sistema motorio. La ricerca sulle cellule staminali adulte rende inutile la clonazione umana”. COME AVVERRA’ LA CLONAZIONE. Con la licenza dell’Hfea, il professor Wilmut ed i suoi collaboratori, Paul de Sausa del Roslin Institute di Edinburgo e Christopher Shaw del King’s college di Londra, potranno clonare cellule di pazienti affetti dalle malattie del motoneurone per studiare come queste si sviluppano nell’embrione. Secondo quanto si è appreso, i ricercatori preleveranno il Dna dalla pelle e dal sangue dei soggetti malati e lo impianteranno in una cellula uovo umana il cui codice genetico è stato rimosso. Dopo che la cellula uovo si è trasformata in embrione, gli scienziati ne preleveranno alcune cellule allo scopo di studiarle per comprendere meglio la dinamica di sviluppo di queste malattie. Gli embrioni saranno distrutti al sesto giorno di sviluppo, quando cioè raggiungono lo stadio di blastocisti, il livello di sviluppo embrionale che precede il momento in cui l’embrione può essere impiantato nell’utero.