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L’Europa unita si costruisce anche con la ricerca e l’educazione scientifica ” “” “
Fra le diverse sedi dell’Agenzia spaziale europea, una visita al centro Estec aiuta a comprendere il ruolo dell’Esa e il lavoro che vi svolgono fisici, ingegneri, biologi di quindici nazioni. La diversa provenienza, le numerose lingue parlate (quelle ufficiali sono solo inglese e francese), le innumerevoli discipline in cui operano gli scienziati, non sembrano un ostacolo al comune obiettivo di “scoprire quanto più possibile sulla Terra, l’ambiente spaziale circostante, il Sistema solare e l’Universo in generale”, puntando inoltre “sullo sviluppo di tecnologie e servizi satellitari e alla promozione delle industrie europee del settore”. Ecco quanto riferisce Gianni Borsa, inviato Sir a Noordwijk (Paesi Bassi) dove ha sede l’Estec. UNA SONDA SU TITANO, UN’ALTRA VERSO LA COMETA. L’Esa è tornata di recente sulle prime pagine dei giornali grazie al successo della sonda Huygens che, a metà gennaio, è atterrata su Titano, la più grande luna di Saturno. Il piccolo velivolo a forma di disco volante “rappresenta il primo tentativo dell’uomo spiegano all’Esa di inviare una sonda su un pianeta così lontano nel nostro Sistema solare”, a 1.200 milioni di chilometri dalla Terra; Huygens ha impiegato sette anni per raggiungerlo. DAVID SOUTHWOOD, direttore del programma scientifico Esa, commenta: “Non vediamo l’ora di conoscere i risultati della missione su Titano “. Risultati che riguarderanno il “volto” di Titano, i suoni che vi si registrano, la composizione della sua atmosfera… Dal canto suo la sonda Rosetta, lanciata nel marzo 2004, prosegue la propria marcia verso la cometa Churyumov-Gerasimenko, per realizzare l’impresa di rilasciarvi un lander: ciò aiuterà a svelare i misteri all’origine del nostro Sistema solare. Intanto Mars Express sta studiando il pianeta Marte mentre Smart 1 “fotografa” la superficie lunare. ESTEC, LABORATORIO DI PROGETTI E TECNOLOGIE. L’Estec (European space research and technology centre) è “il fulcro dei progetti della maggior parte dei veicoli spaziali e dello sviluppo tecnologico dell’Esa”. Alcuni grandi edifici alla periferia della cittadina, non distante da Amsterdam, annunciano la presenza del “laboratorio” dove lavorano duemila persone. Un piccolo museo dello spazio è preso di mira dalle scolaresche. All’Estec si mette mano al futuro sistema di navigazione satellitare Galileo, che dovrebbe rendere l’Europa autonoma rispetto ai satelliti americani. Un altro progetto ambizioso, in parte già funzionante, è quello della Stazione spaziale internazionale (che coinvolge varie agenzie, compresa la Nasa) la quale, orbitando a 400 chilometri da terra, offre ad alcuni ricercatori-astronauti la possibilità di particolari esperimenti scientifici in assenza di gravità, altrimenti impossibili. Lo sguardo degli scienziati va sempre oltre il breve periodo: “Uno dei nostri compiti spiega l’astrofisico FABIO FAVATA -, è quello di raccogliere le esigenze e le proposte che emergono dalla comunità scientifica per dar loro concretezza, fornendo le soluzioni tecnologiche adatte”. Lo studioso segnala, tra le prossime mete, “l’esplorazione di Mercurio e di Venere, e la missione Gaia, che vorrebbe realizzare una ‘cartografia’ della galassia”. Favata lascia trasparire una vera passione per il suo lavoro: “Il successo di Huygens mi ha emozionato come quand’ero bambino e avevo visto Voyager atterrare su Giove”. A suo avviso, “i nostri giovani ricercatori sono molto preparati”. Fondamentale l’educazione scientifica offerta soprattutto in alcuni Paesi, come la Francia, nonché “il ruolo dei mass media, per spiegare ai cittadini i compiti della ricerca spaziale e le sue applicazioni”.LA “CASA COMUNE” SI COSTRUISCE ANCHE SULLA SCIENZA. Il responsabile dell’ufficio applicazioni della navigazione satellitare è RAFAEL LUCAS RODRIGUEZ: “Galileo è un progetto proiettato in avanti, con utili applicazioni ai trasporti terrestri, aerei e via mare. Già oggi però dà utili risultati, nel senso che avvicina Esa alle imprese che operano nel settore spaziale, con un trasferimento di tecnologia e di know-how altrimenti impensabile. C’è grande cooperazione attorno a Galileo e il sostegno che complessivamente l’Ue assicura all’Esa è molto importante per proseguire nel progetto”. Di integrazione comunitaria che si realizza anche nel settore della ricerca parla invece PAOLO DONZELLI, capo del personale di Estec: “Esa è uno degli esempi più efficaci di integrazione scientifica e industriale in Europa, dove la valorizzazione delle risorse umane è prioritaria. Qui mettiamo assieme ‘intelligenze’ di vari Paesi per obiettivi che, a livello nazionale, non si potrebbero raggiungere”. Anche questa, in fondo, è una strada per costruire l’Europa unita. Donzelli conclude: “Sono convinto che occorra trasmettere attenzione e passione per la scienza ai nostri bambini, per non correre il rischio di rimanere, domani, senza studiosi e ricercatori”.