“Aiuto all’Europa dell’Est” è il nome di una campagna di raccolta fondi della Caritas Austria per contrastare la drammatica situazione di povertà in alcuni Paesi ex-comunisti dell’Europa orientale, tra cui la Bulgaria e la Moldavia. L’iniziativa, in corso per tutto il mese, è stata presentata il 9 febbraio a Vienna con una conferenza stampa cui hanno partecipato il presidente della Caritas austriaca, Franz Küberl, il direttore della Caritas di Vienna, Michael Landau e la pubblicista Barbara Coudenhove-Kalergi. “Nel cuore dell’Europa vi sono Paesi in cui in inverno buona parte della popolazione ha solo la scelta tra la fame e il freddo”, ha affermato Küberl, auspicando che la sensibilità mostrata dall’Austria nei confronti delle vittime dello tsunami nel Sud-Est asiatico si estenda anche nei confronti di popoli geograficamente più vicini: “Qualche centinaio di chilometri a Vienna ci sono persone per cui un pasto caldo al giorno rappresenta un lusso”, ha ammonito. Riprendendo i dati allarmanti della Fao e dell’Unicef sulla povertà e la denutrizione nell’Est europeo, che colpiscono in particolare i bambini, Küberl ha dichiarato che “La politica non riesce a combattere la povertà. A causa del comunismo la solidarietà e la disponibilità ad aiutare i più deboli della società sono state devastate”. Il presidente della Caritas ha sottolineato gli aiuti in Bulgaria, Moldavia, Albania, Romania e in Bielorussia, articolati in circa 250 progetti, tra cui l’allestimento di mense scolastiche e la distribuzione di pasti a famiglie in difficoltà e ad anziani. Küberl ha lanciato un appello ad un’azione congiunta di aiuto da parte dei Paesi europei più ricchi: “La lotta alla povertà, in tutta l’Europa, deve finalmente diventare una delle priorità dei Paesi dell’Ue”.