QUARESIMA (2)" "

Dalle maschere ai volti ” “

Percorsi quaresimali nelle diverse Chiese europee ” “” “

Si è aperto con il Mercoledì delle Ceneri il cammino di Quaresima che vede tutte le chiese impegnate in diverse attività ed iniziative, gran parte delle quali hanno lo scopo di far riscoprire il valore della preghiera, della rinuncia e della condivisione all’uomo moderno (vedi SirEuropa 10/2005 su old.agensir.it). Proseguiamo la rassegna delle proposte. Spagna: elogio delle Ceneri. Una singolare riflessione sull'”opportunità e elogio delle ceneri” è apparsa nei giorni scorsi sul quotidiano spagnolo Abc a firma del cardinale Carlos Amigo Vallejo, arcivescovo di Siviglia, che spiega i significati della Quaresima, del Mercoledì delle ceneri e della frase “polvere sei e polvere diventerai”, una frase “che può essere sostituita liturgicamente da ‘convertiti e credi al Vangelo”: “In definitiva – spiega il cardinale Vallejo -, si tratta di condurre l’uomo verso il cammino della speranza, facendogli vedere che c’è sempre tempo per indirizzare i propri passi verso una condotta moralmente inequivocabile”. “In questo intento di ridicolizzazione di tutto ciò che sa di religioso, di fede o di pratica di pietà – osserva più avanti l’arcivescovo di Siviglia –, il rito dell’imposizione delle ceneri può prestarsi ad un esercizio di discredito, accusando la Chiesa di vivere nelle sue pratiche antiche già definitivamente dimenticate”. Al contrario, precisa, “per il credente ‘prendere le ceneri’ è un segno che invita al superamento di sé e all’amore: nonostante possa sembrare di avere perso tutto, c’è sempre della brace nascosta dietro che le ceneri che può ravvivare il fuoco. In Quaresima non si possono chiudere definitivamente le porte alla speranza”. Irlanda: al fianco delle vittime di abusi sessuali. “Verso la guarigione” è il titolo della lettera pastorale che i vescovi irlandesi hanno diffuso in occasione della Quaresima 2005 e che ha per tema “il grido in favore della guarigione di tutte le vittime di abusi sessuali, specialmente quei bambini abusati da sacerdoti e da altri” come ha sottolineato mons. Donald Murray, vescovo di Limerick che insieme a mons. Sean Brady, arcivescovo di Armagh e primate di Irlanda, ha redatto il testo. “Il buon samaritano è il nostro modello – ha detto mons. Murray – non dobbiamo fare come il Levita della parabola che non si ferma a soccorrere il sofferente ma passa oltre. Essere come il Samaritano significa essere disponibili ad ascoltare, a capire e ad apprendere. In questi ultimi 10 anni abbiamo capito molte cose sulle misure necessarie per rispondere al tema degli abusi sessuali. Vogliamo condividere quello che con sofferenza abbiamo appreso. Il grido di guarigione di coloro che sono stati oggetto di abusi sessuali, sia da parte di sacerdoti che altri, deve essere ascoltato”. “Il primo passo – ha aggiunto – è quello di capire l’enorme impatto del tradimento sulle vittime. Per ognuno di queste il cammino di guarigione è diverso e personale. Per questo deve considerare anche l’aiuto da parte di persone esperte nel trattare temi come questo. Il compito di accompagnare coloro che hanno bisogno riguarda tutti noi, non solo i vescovi, i preti, i religiosi. Ognuno deve contribuire con i propri doni e capacità, con il tempo e l’amicizia. Una delle conseguenze più gravi per le giovani vittime di abusi è non riuscire più a vedere nella Chiesa una fonte di speranza, di forza e di consolazione”. “Ma nella Chiesa – ha concluso mons. Murray – ci sono molte risorse: dalla direzione spirituale alla formazione ed educazione, dal supporto medico psichiatrico all’aiuto finanziario. Chiediamo a tutti coloro che sono in possesso di tali capacità di mettersi al servizio degli altri. La Pasqua promette guarigione e speranza oltre ogni nostra immaginazione”. BELGIO. E’ stato un mercoledì delle Ceneri speciale, quello dei giovani cattolici di Belgio, Olanda e Germania, abitanti la zona che sta fra Liegi, Maastricht e Aachen che hanno accolto la croce delle Giornate mondiali della Gioventù per celebrare l’inizio della Quaresima. L’iniziativa è stata promossa dalla Katholische Hochschulegemeinde (Khg) di Aachen e della Pastorale universitaria dell’Università superiore di Liegi. Dopo aver portato a piedi la Croce i partecipanti si sono incontrati a Moresnet–Chapelle, santuario mariano nei dintorni di Liegi per la messa con il vescovo di Liegi, mons. Aloys Jousten. Nel suo cammino in tutte le diocesi tedesche, la Croce della Gmg ha già un viaggio programmato per il post Colonia, destinazione Africa, precisamente in Zambia. L’iniziativa è del movimento “die Katholisce Landbewegung” (“Movimento dei cattolici del Paese”) della diocesi di Padernborn. Sarà la prima volta che il simbolo delle Gmg andrà nel continente africano.