Riforma del Patto di stabilità: avanti con i negoziati

Sono ripresi nei giorni corsi i negoziati per la revisione del Patto di stabilità e crescita, a suo tempo sottoscritto dai governi per dare stabilità alla moneta unica, per controllare l’inflazione e i conti pubblici degli Stati. L’argomento è allo studio dei ministri economici e finanziari (Ecofin) e degli esperti della Commissione. Diversi i punti sui quali si sta trattando: la riduzione del debito pubblico (il limite stabilito è il 60% del Prodotto interno lordo, ma diversi paesi sono al di sopra del tetto massimo); le cosiddette “circostanze eccezionali”, ossia i momenti di frenata dell’economia in cui il superamento del tetto del 3% del deficit nazionale rispetto al Pil non dia luogo alla procedura per “disavanzo eccessivo”; la considerazione, nello stabilire il rapporto annuale deficit/Pil, degli investimenti strutturali e per la ricerca. L’analisi dei ministri competenti potrebbe procedere fino all’incontro dell’8 marzo prossimo, così da sottoporre il nuovo testo del Patto al Consiglio europeo del 22 e 23 marzo.