Un invito a “prendere sul serio” il concetto di un'”Europa allargata”, fatta essenzialmente di “5 poli”: Unione europea, America del Nord, Russia, America del Sud, Australia e Nuova Zelanda. A lanciarlo è stato il card. Camillo Ruini, presidente della Conferenza episcopale italiana, nel corso del XIII Convegno nazionale teologico-pastorale dell’Opera romana pellegrinaggi, svoltosi a Roma nei giorni scorsi. “L’Alleanza Atlantica ha spiegato il porporato è stato e rimane un grande momento di percezione dell’unità profonda di un’Europa allargata, con soggetti diversi”. Altro “grande frutto positivo” per costruire l’Europa del futuro è l’Unione europea, “in movimento verso un grande soggetto formato da Paesi in grado di vivere in pace, in intima unione e collaborazione”, in modo da “continuare ad esercitare il ruolo mondiale che l’Europa stessa ha sempre esercitato”, proprio a partire dalle “radici cristiane” della nostra civiltà”. In un momento di “crisi” del rapporto tra cristianesimo e società europea, secondo Ruini “il cristianesimo ha ancora spazio da costruire nell’Europa di oggi”, all’interno del “gioco della libertà” e a partire dalla “consapevolezza delle sfide che emergono da altre civiltà e dall’interno della crisi relativista e scientista che attraversa la stessa cultura del nostro Continente”. Un “modello” ha affermato il presidente della Cei – da tener presente e dal quale “si possono trarre suggerimento molto importante, pur nelle dovute distinzioni”, è quello americano, dove vige “una rigida separazione istituzionale tra chiese e Stati, ma nello stesso tempo si registra una grande vitalità religiosa e un forte impulso pubblico delle comunità religiose”.