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I cattolici, una piccola comunità senza complessi di inferiorità” “” “
Mentre in Danimarca si è archiviata la tornata elettorale politica dell’8 febbraio, con la prevista vittoria della coalizione governativa, guidata dal partito Liberale del premier Anders Fogh Rasmussen (95 seggi conquistati contro gli 80 andati al centro-sinistra), l’arcivescovo di Copenaghen mons. Czeslaw Kozon ha offerto a SirEuropa un commento sulla diffusione dei valori cristiani nel Paese, in rapporto alla cultura e alla visione politica del momento. UNA “DIVERSA” INFLUENZA POLITICA. “L’influenza politica dei cristiani in Danimarca opera in maniera del tutto diversa rispetto ad altri Paesi europei afferma il vescovo in parte perché nell’ambito della tradizione protestante, la promozione dei valori sociali non rappresenta una questione prioritaria per nessuno: né per i vecchi grandi partiti, e neppure per la stessa Chiesa Luterana. Alcuni esponenti cristiani all’interno dei due schieramenti hanno cercato di sostenere istanze cristiane, non riuscendo tuttavia a farle accettare come questioni di ‘alta priorità'”. Mons. Kozon sottolinea, al riguardo, che “la maggioranza dei partiti propone una visione liberale riguardo a questioni morali quali, ad esempio, il divorzio, l’aborto, la ricerca sulle cellule staminali, le unioni omosessuali, l’eutanasia. Soltanto un partito, fondato circa 35 anni fa, i Cristiano Democratici, propone esplicitamente una visione cristiana circa tali questioni: essendo stato fondato in tempi così recenti, il partito non è riuscito ad attrarre la maggioranza dei credenti ‘impegnati’, che da tanto tempo hanno trovato la loro casa politica in altri partiti. I Cristiano Democratici sono così un piccolo partito, la cui presenza in parlamento è stata in qualche caso interrotta per via della soglia di sbarramento del 2% (nelle elezioni dell’8 febbraio scorso hanno avuto 58.071 voti, corrispondenti all’1,7% del totale e zero seggi, ndr)“. I CATTOLICI, MINORANZA DELLA MINORANZA. L’arcivescovo di Copenaghen rileva che, stando così le cose, “i cattolici nel Paese rappresentano ‘una minoranza all’interno della minoranza cristiana’, in quanto costituiscono solo lo 0,5% della popolazione, che rischia perciò di non avere praticamente alcuna influenza politica”. Tuttavia, prosegue l’arcivescovo, “benché si registri una crescita di interesse circa le problematiche religiose, non ci sono tuttora segnali che i politici intendano promuovere valori morali cristiani. Le maggiori istanza religiose presenti nel dibattito pubblico riguardano, ad esempio, le relazioni tra le Chiese e lo Stato e anche il riconoscimento delle minoranze religiose. Si deve riconoscere che c’è una certa crescita di interesse attorno a temi quali l’aborto, nel senso di mettere in discussione sempre di più l’impostazione ultra-liberale della legislazione vigente. I politici cercano, in questo modo, di riflettere e ripresentare le istanze che salgono dalla pubblica opinione, cercando al contempo di influenzarla”. QUESTIONI APERTE O EMERGENTI. Per mons. Kozon esistono pur in una situazione così difficile e di “accentuata secolarizzazione” – degli spazi, ridotti, per una crescita della presenza cristiana sul piano sociale. “Ad esempio, riguardo all’eutanasia afferma si registrano tuttora riluttanze a procedere nella situazione ad esempio dell’Olanda. Altrettante riserve si registrano riguardo alle adozione da parte di coppie omosessuali. Ma la questione forse più rilevante per l’opinione pubblica danese è costituita dall’immigrazione: in questo campo sia i partiti di governo, riconfermati, sia l’opposizione social-democratica seguono una linea molto stretta, che tenta di bloccare in ogni modo l’immigrazione, le riunificazioni familiari e così via. Le questioni dei rapporti Chiesa-Stato, come la situazione delle denominazioni minori vengono discusse con una crescente intensità e un cambiamento di orizzonte culturale potrebbe essere all’orizzonte, anche se conclude il processo potrebbe essere ancora lungo”. Scheda La Danimarca è un paese con 5,3 milioni di abitanti, dall’altissimo tenore di vita: il prodotto interno lordo per abitanti è tra i più alti del mondo, 39.152 dollari Usa nel 2003. Il livello di immigrati è tra i più bassi in assoluto nel contesto europeo: turchi 0,6%, bosniaci 0,3%, iracheni 0,3%, svedesi 0,2%, tedeschi 0,2%. Sul piano religioso, l’86,5% degli abitanti è protestante e la Chiesa evangelica luterana è considerata Chiesa di Stato. La componente cattolica è di poco più di 35 mila battezzati registrati, anche se si rileva un piccolo numero di conversioni: circa 60 ogni anno. Il servizio pastorale è svolto da una ottantina di preti e da circa 230 suore di 34 comunità.