“L’Europa non si fa a Bruxelles”: intervenendo il 24 febbraio davanti all’assemblea del Comitato delle Regioni a Bruxelles, il presidente della Commissione José Manuel Durao Barroso ha ricordato il ruolo essenziale delle città e delle regioni per edificare un’Europa che nasce dal basso. Barroso era stato chiamato a presentare il programma dell’Esecutivo per il prossimo quinquennio. Il politico portoghese ha ricordato dapprima le principali sfide comunitarie del 2005, ossia la ratifica della Costituzione e l’adozione delle prospettive finanziarie, cioè il documento di programmazione delle entrate e delle uscite fino al 2013. Rivolgendosi quindi ai membri del CdR, ha aggiunto: “Voi, che siete così vicini alla vita quotidiana della gente, rappresentate un canale di comunicazione privilegiato per instaurare le nostre relazioni con il pubblico e anche per perseguire gli sforzi comuni sulla via della prosperità, della democrazia e della sicurezza”. A questo punto Barroso ha insistito sul ruolo della partecipazione dei cittadini per realizzare la “casa comune”, che deve vedere protagonisti i popoli e “deve corrispondere alle loro aspettative”. Il Comitato delle Regioni ha, in questa visione, un ruolo essenziale. “Voi siete nel cuore della governance europea”, ha aggiunto il capo della Commissione, lanciando un “partenariato” che riunisca i livelli politici nazionali, regionali e locali, oltre alla società civile, per “rivitalizzare l’Europa”, entro cui il CdR sarà un attore principale”. Non è mancato l’auspicio affinché gli Stati accordino all’Unione le risorse necessarie per “far funzionare l’Europa comunitaria”, per “perseguire la coesione territoriale e sociale”, per “aiutare le aree più povere e le categorie più deboli”.