Lingua italiana a rischio in Europa?” “

Ha assunto dimensioni politiche l’ affaire dell’esclusione della lingua italiana dal novero delle lingue ufficiali utilizzate nel corso delle conferenze stampa della Commissione. A fine novembre, infatti, per mezzo del capo dei portavoce Françoise Le Bail l’esecutivo aveva annunciato a sorpresa di limitare a tre – inglese, francese e tedesco – il numero delle cabine di interpretazione per le conferenze stampa dei commissari (ad eccezione del mercoledì, giorno nel quale il briefing che fa seguito alla riunione settimanale del collegio dei commissari dispone di traduzione in tutte le lingue ufficiali dell’Ue). Tale decisione – cui va aggiunta la mancata nomina di un portavoce di lingua italiana (altra “novità” assoluta) – aveva dato origine a fortissime reazioni, soprattutto da parte dei governi italiano e spagnolo, culminate in una lettera formale di protesta inviata settimana scorsa al presidente Josè Barroso dal rappresentante permanente d’Italia presso l’Ue, Rocco Cangelosi, sostenuto dal collega spagnolo Carlos Bastarreche, con la quale si definisce il “regime trilingue” una “palese violazione dei trattati” ed una “grave discriminazione” nei confronti di un Paese fondatore e contributore netto delle Comunità. Il comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper) ha garantito sostegno all’iniziativa italo-spagnola, tanto ché la presidenza lussemburghese ha invitato la Commissione a prendere atto del dibattito.