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Il rapporto uomo-donna nell’Ue” “
Agire sul piano giuridico e politico per raggiungere una vera uguaglianza di opportunità fra donne e uomini; combattere tutte le forme di violenza contro le donne, in particolare quella che avviene tra le mura domestiche. Il tutto senza rinunciare a mobilitazioni urgenti, sollecitate dagli avvenimenti di cronaca, fra cui quella per la liberazione di Florence Aubenas, la giornalista francese rapita in Iraq. Intanto Josep Borrell si è detto indignato per le brutalità della polizia turca contro centinaia di donne manifestanti che lo scorso 7 marzo celebravano in anticipo la Giornata internazionale della donna. “Le manifestanti reclamavano un diritto loro dovuto, l’uguaglianza tra uomo e donna” è stato il commento del presidente dell’Europarlamento. Campagna per liberare la giornalista in ostaggio. È stato lo stesso presidente del Parlamento europeo, Josep Borrell, che ha lanciato giovedì 3 marzo una campagna per la liberazione dei prigionieri in Iraq. “Il Parlamento sosterrà tutte quelle azioni che possono portare alla liberazione degli ostaggi”, ha spiegato Borrell in vista della sessione assembleare programmata a Strasburgo dal 7 all’11 marzo. Fra le iniziative, l’affissione di ritratti giganti di Florence Aubenas e del collega Hussein Hanoun sulla sede dell’Europarlamento e una risoluzione “con la richiesta della liberazione di tutti i sequestrati”. Dopo la liberazione della Sgrena, avvenuta venerdì 4 marzo, per cui tutte le autorità comunitarie hanno espresso soddisfazione (ricordando anche il sacrificio dell’agente italiano Nicola Calipari, ucciso per errore da una pattuglia americana durante l’azione), prosegue l’impegno per la Aubenas e gli altri ostaggi. La proposta di Borrell ha raccolto il sostegno delle forze politiche e il plauso delle deputate dei venticinque Stati membri. Violenza sulle donne: Strasburgo si mobilita. Molteplici sono le iniziative già programmate dalle istituzioni dell’Ue, dal Consiglio d’Europa e dalle Nazioni Unite per l’8 marzo, Giornata internazionale della donna. All’ordine del giorno della seduta dell’Europarlamento era stata fra l’altro inserita una discussione sul problema della violenza sulle donne all’interno dei confini comunitari e nel mondo intero, tenendo conto degli sviluppi seguiti alla quarta Conferenza mondiale Onu dedicata alle donne, conosciuta come “Pechino + 10”, ovvero l’impegno “senza confini”, dieci anni dopo l’incontro in Cina, per il riconoscimento dei diritti delle donne in 189 paesi che hanno aderito alla specifica “piattaforma d’azione”. Garanzie per la salute e l’istruzione femminile. Il dibattito in aula era stato sollecitato da due interrogazioni rivolte a Commissione e Consiglio europeo e firmate da otto deputate di altrettanti paesi. Le parlamentari chiedevano anzitutto all’Esecutivo “quali azioni sono previste per far fronte alla disparità fra i generi in campo retributivo, lavorativo e per quanto riguarda la disoccupazione, e se essa intende presentare misure legislative per conciliare la vita privata con quella lavorativa”. Puntuale, poi, la richiesta di dichiarare il 2006 “Anno europeo contro la violenza sulle donne”, visto che il problema riguarda direttamente almeno un quarto delle donne nel vecchio continente. Fra gli altri temi toccati: le garanzie per la salute femminile; nuovi investimenti “per potenziare il contributo dell’istruzione per tutto l’arco della vita e della formazione professionale per favorire l’accesso femminile a lavori qualificati”; le misure che il Consiglio vuole adottare “con il programma Daphne, per sradicare lo sfruttamento sessuale delle bambine (turismo sessuale)”. Ancora troppe discriminazione nell’Ue. La pubblicazione del rapporto intitolato “L’uguaglianza tra donne e uomini 2005”, reso noto a febbraio dalla Commissione europea, aveva del resto portato alla luce numerose disparità di condizioni e di trattamenti fra i due sessi in Europa. Il documento, prodotto dalla direzione generale Occupazione, affari sociali e pari opportunità, che fa capo al commissario ceco Vladimir Spidla, premette che “l’uguaglianza tra donne e uomini è sancita dal nuovo Trattato costituzionale” e viene interpretata come “un valore dell’Unione, da promuovere non solamente all’interno dell’Ue ma anche nelle relazioni che questa intrattiene con il resto del mondo”. Il documento dimostra come le donne stiano colmando il divario relativo al percorso di studi e “oggi rappresentano il 41% dei laureati”. Negli ultimi anni è cresciuta anche la percentuale delle donne che lavorano, benché esse difficilmente accedano a posti di alta responsabilità. Rimane però evidente il divario retributivo, a parità di mansioni e di titolo di studio, tra maschi e femmine, a vantaggio dei primi (+16%). Inoltre il tasso di disoccupazione medio nell’Ue per le donne è del 10%, mentre fra gli uomini supera di poco l’8%. ———————————————————————————————————– Sir Europa (Italiano) N.ro assoluto : 1369 N.ro relativo : 18 Data pubblicazione : 09/03/05