ecumenismo" "

Figli, speranza comune” “

Germania: cattolici ed evangelici ” “per la ‘Settimana della Vita’. Preoccupazioni per denatalità” ” e povertà” “

“I figli – speranza per la vita” è il tema cui la Chiesa cattolica e quella evangelica tedesca hanno scelto di dedicare la Settimana per la vita del 2005, del 2006 e del 2007. Nell’arco di un triennio, i bambini saranno protagonisti della settimana per la vita, che si svolgerà quest’anno in tutta la Germania dal 9 al 16 aprile. Slogan di quest’anno è “Un nuovo inizio con i bambini”. L’evento è articolato in una serie di iniziative tra cui spicca la cerimonia ecumenica inaugurale che si terrà a Kassel alla presenza del card. Karl Lehmann , del vescovo evangelico e presidente del Consiglio della Chiesa evangelica, Wolfgang Huber . Il cammino ecumenico trova dunque un terreno ideale nella tutela della famiglia e in particolare dei bambini. Anche in materia sociale, le Chiese tedesche proseguono il lavoro comune, come testimonia una recente dichiarazione congiunta sul rapporto su povertà e ricchezza presentato dal governo tedesco. Settimana per la vita. L’iniziativa è stata presentata a Berlino il 28 febbraio scorso dal card. Lehmann e dal vescovo evangelico Huber, che ne hanno delineato le finalità principali. “I bambini sono una benedizione! Riportare alla consapevolezza questa profonda verità umana è lo scopo della settimana per la vita dei prossimi tre anni”, ha spiegato il card. Lehmann che ha espresso preoccupazione per il calo demografico. Il cardinale ha altresì evidenziato i crescenti problemi di natura economica che gravano sulle famiglie con figli, creando “sempre più l’impressione che i bambini siano una specie di bene di lusso che si può permettere solo chi ha i mezzi per averli”. Wolfgang Huber ha messo in luce i rischi del calo demografico: “Quando i bambini non sono più una presenza ovvia in un numero sempre maggiore di settori della vita, si perde sempre più il senso generale dei bambini. Il disabituarsi alla presenza di bambini porta al calo demografico. Per questo” – ha aggiunto – “la settimana per la vita 2005 intende incoraggiare ad osare un nuovo inizio con i bambini. In considerazione di una diffusa mancanza di coraggio è necessario dare segnali di fiducia. È necessaria una politica per la famiglia che renda calcolabile il rischio del nuovo inizio con i bambini. Ma è altrettanto importante che le persone raccontino la loro svolta per incoraggiare anche gli altri. Alla fin fine, quel che ci vuole è un clima sociale, in cui il coraggio di avere figli venga accolto con tutta la simpatia e la solidarietà che questo modo di vivere coraggioso e che crea così tanta speranza si merita. In ciò, se vogliamo veramente avere un futuro, dobbiamo trovare nuovi spunti e possibilità”. Lo scandalo dei bambini che vivono in povertà. Con una dichiarazione congiunta diffusa il 2 marzo, la Chiesa cattolica e la Chiesa evangelica tedesca si sono pronunciate anche su un altro tema scottante: la povertà in Germania. Lo spunto è stato offerto dalla presentazione del secondo rapporto del governo sulla povertà e la ricchezza. Il documento, osservano Huber e Lehmann, “illustra ancora una volta quel che abbiamo davanti agli occhi anche attraverso le esperienze della Diakonie e della Caritas: la povertà in Germania ha molti aspetti. Anche nel nostro ricco Paese esiste una povertà terrificante”. Nel comunicato viene espressa particolare preoccupazione per “le persone che non beneficiano a sufficienza degli aiuti statali e che pertanto non hanno la sicurezza neanche della sussistenza perché non sono in grado di esercitare i loro diritti. Per queste persone vale in particolar modo il comandamento biblico dell’umanità e della solidarietà”. A questo proposito, Lehmann e Huber si dicono “particolarmente preoccupati per i numerosi progetti di diminuire o eliminare del tutto le offerte di aiuto che garantiscono l’esistenza”. Le Chiese tedesche hanno sottolineato anche la situazione di precarietà delle persone che beneficiano di sussidi sociali o di disoccupazione: “anche questa povertà va presa sul serio, anche se nel contempo ci ricordiamo della situazione di molti milioni di persone in altri continenti che si trovano in uno stato di povertà estrema e rivolgiamo appelli ad assumerci la responsabilità per la loro situazione”. Huber e Lehmann hanno inoltre denunciato il “rischio di povertà per le famiglie, soprattutto per quelle numerose […] Lo Stato e la società hanno il dovere di provvedere a che la loro maggior ricchezza sociale ed affettiva e la loro più importante prospettiva, ossia i bambini, non conduca alla povertà materiale. L’alto numero di bambini che vivono nella povertà è uno scandalo”.