spagna" "
È mons. Ricardo Blásquez Pérez, vescovo di Bilbao (Paese Basco) il nuovo presidente della Conferenza episcopale spagnola, e succede al card. Antonio Maria Rouco Varela, arcivescovo di Madrid. Il nuovo vicepresidente è invece mons. Antonio Cañizares Llovera, arcivescovo di Toledo. Le nomine (a cadenza triennale) sono state decise nel corso della 84ª assemblea generale (7-11 marzo) che si sta svolgendo a Madrid. Sono 76 i vescovi spagnoli ad avere diritto al voto, per eleggere i sette nuovi membri del Consiglio permanente e i 14 presidenti delle Commissioni episcopali. Mons. Blásquez Pérez è nato a Villanueva de Campillo (Avila) il 13 aprile 1942, è stato ordinato sacerdote nel 1967 e vescovo nel 1988. Dall”88 al ’92 è stato ausiliare di Santiago de Compostela. È vescovo di Bilbao dall’8 settembre 1995 e ha ricoperto nell’ultimo triennio la carica di presidente della Commissione per le relazioni interconfessionali. Mons. Blásquez fu tra gli autori, insieme ai vescovi di San Sebastian e Vitoria, della lettera pastorale “Preparare la pace” sul problema del nazionalismo basco e del terrorismo. Il nuovo vicepresidente della Cee, mons. Cañizares Llovera, è nato invece a Utiel in provincia di Valencia il 15 ottobre 1945. Ordinato sacerdote nel 1970, fu nominato vescovo di Avila nel 1992, nel ’97 vescovo di Granada e nel 2002 arcivescovo di Toledo. È membro della Congregazione per la dottrina della fede. Nella prolusione ad inizio assemblea il cardinale Antonio M.Rouco Varela, presidente uscente della Conferenza episcopale spagnola, ha ricordato la ricorrenza dell’11 marzo, ad un anno dal tragico attentato alla stazione Atocha a Madrid. Una messa in suffragio delle vittime sarà celebrata oggi nella cattedrale dell’Almudena. “Il flagello disumano del terrorismo qualsiasi terrorismo deve sparire ha detto il card. Rouco -. Tutti dobbiamo collaborare con energia per eliminarlo. Non è moralmente possibile nessun tipo di compromesso con chi strumentalizza le persone e gli assassini indiscriminatamente”. Nella prolusione il card. Varela ha anche ribadito “la volontà di cooperazione” con il governo spagnolo, anche se diversi punti dell’agenda politica “suscitano serie riserve e anche chiara opposizione” da parte dei cattolici. “Abbiamo sempre dichiarato afferma la nostra volontà di mantenere relazioni positive di collaborazione con le legittime autorità dello Stato, nel rispetto dell’ordinamento costituzionale e degli accordi vigenti tra Spagna e Santa Sede”. La missione della Chiesa, ha aggiunto, “non è la politica ma l’evangelizzazione”, ma ciò non esclude che “i cattolici possano agire in maniera responsabile in virtù di diverse concezioni legittime della cosa pubblica”. Il presidente della Cee ha ricordato le parole del Papa sulla diffusione in Spagna di una “mentalità ispirata al laicismo”: “È un fenomeno preoccupante che colpisce in un modo o in un altro tutte le società occidentali ha osservato -. Questa mentalità comporta una difficoltà non solo per l’azione evangelizzatrice della Chiesa ma anche per lo svolgimento pieno e fluido della vita sociale”. Tra gli ultimi vescovi ad incontrare il Papa prima dell’intervento anche mons. Carles Soler i Perdigò, vescovo di Girona (Catalogna), che ha raccontato al Sir: “Nonostante la sofferenza mi ha ascoltato con attenzione. Si è limitato ad assentire dicendo grazie a voce bassa e finendo con una benedizione”. “Nonostante sia così sofferente ha concluso è completamente dedito all’incarico ricevuto”.