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Contro il terrorismo ” “

L’impegno dell’Ue per la democrazia e contro ogni violenza nel mondo ” “” “

Contro il terrorismo l’Europa non si accontenta dei discorsi e delle commemorazioni. Occorrono progetti concreti, una mobilitazione congiunta di governi, servizi segreti e forze dell’ordine, nonché la volontà condivisa di rimuovere le radici della violenza organizzata. L’Ue ha ricordato la scorsa settimana le vittime degli attentati di Madrid dell’11 marzo 2004, rilanciando allo stesso tempo le azioni da tempo avviate contro il terrorismo internazionale. Commemorazioni e questioni aperte. “L’11 marzo ha posto gli europei in una prospettiva mondiale del terrorismo, il quale ha assunto una dimensione globale che necessita di una risposta globale”. Con queste parole il presidente dell’Europarlamento, lo spagnolo Josep Borrell è intervenuto a Strasburgo, durante la sessione plenaria, a un anno dalla strage madrilena. Borrell ha aggiunto che “la democrazia non ha mai ceduto al terrorismo” e che essa “non si esporta con strumenti militari”. Nel suo intervento, Borrell ha spiegato che “la tradizionale cooperazione giudiziaria transfrontaliera non è più sufficiente”, elencando poi alcune questioni aperte: “Quali sono i problemi di fondo che impediscono la piena operatività di Europol? Quando disporremo del procuratore europeo? Quando avremo una legislazione europea che impedisce il riciclaggio dei capitali, alla base della lotta contro la criminalità organizzata e le sue connessioni con il terrorismo?”. Infine il presidente ha ricordato l’urgenza di “favorire il dialogo culturale e religioso, senza dimenticare la cooperazione allo sviluppo”, per “avvicinare i popoli” e tagliare le radici del terrorismo. Una cerimonia si è svolta anche a Bruxelles l’11 marzo, coinvolgendo 500 studenti. A maggio l’Assemblea adotterà un “pacchetto” di misure anti-terrorismo. Un piano d’azione comunitario. “L’Unione è in grado di promuovere la democrazia oltre le proprie frontiere. Ma non intende farlo con la forza. La strada giusta è quella degli aiuti per consolidare le democrazia, per sostenere lo sviluppo materiale, per creare un dialogo e un rispetto fra tutti i paesi”: il commissario alla giustizia, l’italiano Franco Frattini, spiega al Sir i fondamenti dell’azione comunitaria per contrastare la violenza organizzata. Nuovi allargamenti dei confini Ue potrebbero favorire il radicamento della democrazia e la lotta al terrorismo? “Certamente guardiamo con grande attenzione ai Balcani – risponde Frattini -, senza escludere future adesioni, così come è già avvenuto per Slovenia e Bulgaria. In altri casi, fra i quali Ucraina, Bielorussia, Russia, occorre maggiore prudenza; la via del rafforzamento delle collaborazioni e dei partenariati non istituzionali potrebbe per ora costituire una buona soluzione”. Il commissario sta lavorando per definire il piano europeo di contrasto al terrorismo. “Il nostro compito – specifica – è quello di elaborare strategie complessive, che vadano oltre la reazione militare. È infatti basilare diffondere una consapevolezza democratica: il terrorismo minaccia tutti, le nostre vite, i nostri valori, e per questo serve una risposta corale, mantenendo fermo il rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali delle persone”. Il rapporto insiste su alcuni punti principali, che intendono concretizzare la cosiddetta Strategia dell’Aia. Il commissario comincia dai “progetti specifici per aiutare materialmente e psicologicamente le vittime del terrorismo”, cui aggiunge “la circolazione delle informazioni fra i servizi di intelligence; la necessità di colpire le fonti finanziarie del terrorismo; la reazione rapida in caso di attentati; la stretta collaborazione con gli Stati confinanti, con gli Usa, con l’area mediterranea e del vicino oriente”. Mandato d’arresto e passaporto europeo. Dovrebbe quindi essere il Consiglio europeo di giugno a varare la nuova strategia di azione, considerando le iniziative finora assunte dall’Unione. Il 5 settembre 2001, una settimana prima degli attentati alle Torri gemelle, il Parlamento aveva infatti adottato una risoluzione sul ruolo dell’Ue nel contrasto al terrorismo internazionale, dando mandato al Consiglio di introdurre il “mandato d’arresto europeo”, ora attivo in 24 Stati membri. Da allora si contano diversi provvedimenti, fra cui il congelamento dei beni delle persone sospettate di iniziative estremistiche (autunno 2001), gli accordi con gli Stati Uniti sull’estradizione e la cooperazione giudiziaria (2003), la querelle con gli Usa per la trasmissione dei dati relativi ai passeggeri dei voli aerei verso gli Usa (2003-2004), i progetti di nuovi passaporti europei comprendenti i dati biometrici (Consiglio di Tessalonica, giugno 2003), la nomina del Coordinatore europeo antiterrorismo (2004), l’olandese Gijs de Vries, che non nasconde “le limitate competenze dell’Ue nella lotta al terrorismo”, benché essa debba “incoraggiare e affiancare gli Stati membri affinché coordino le loro azioni su una base transfrontaliera”. ———————————————————————————————————– Sir Europa (Italiano) N.ro assoluto : 1371 N.ro relativo : 20 Data pubblicazione : 16/03/2005