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Più solidarietà e apertura ” “

L’incontro tra i Vescovi europei e la Commissione Barroso ” “” “

Uno scambio di vedute con il presidente della Commissione Barroso, una serata pubblica per celebrare il venticinquesimo di fondazione, la definizione di due importanti documenti sul processo di integrazione. L’assemblea plenaria di primavera della Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea), svoltasi dal 9 all’11 marzo a Bruxelles, ha fatto il punto della situazione sul cammino dell’Ue a 25 e sul possibile contributo dei credenti. Confronto a tutto campo con Barroso. “Con il presidente Barroso abbiamo avuto un confronto aperto, franco e abbiamo parlato di diversi argomenti”, spiega mons. Josef Homeyer, che guida la Comece. Il vescovo emerito di Hildesheim (Germania) chiarisce che “si è discusso del Trattato costituzionale e dell’applicazione dell’articolo 52 che definisce l’impegno a un dialogo strutturato tra Unione e comunità religiose. Dal canto nostro abbiamo fatto presente di apprezzare nel complesso il testo costituzionale, augurandoci la ratifica da parte degli Stati membri, nonostante il silenzio della Carta sulle radici e il patrimonio cristiano dell’Europa”. Homeyer cita, a questo proposito, il nuovo documento Comece intitolato “Il Trattato che stabilisce una Costituzione per l’Europa – Elementi per una valutazione”. “Con il responsabile dell’Esecutivo – aggiunge – abbiamo affrontato anche il rinnovo della Strategia di Lisbona, cui abbiamo recentemente dedicato un’ampia riflessione che auspica un rafforzamento del modello sociale europeo”. Fra i temi dell’incontro al palazzo Berlaymont, sede della Commissione, anche il rapporto tra Ue e i Paesi vicini e “il ruolo internazionale dei Venticinque, specialmente verso le nazioni più povere”. Coesione sociale, sostegno alla famiglia. Concordanza anche, tra i rappresentanti delle Conferenze episcopali e le istituzioni di Bruxelles, sull’apporto dell’Ue agli Obiettivi del Millennio indicati dall’Onu per combattere povertà, malattie e carenza di diritti nei Paesi poveri: a tale proposito i vescovi della Comece hanno incontrato il commissario agli aiuti umanitari Louis Michel. I vescovi hanno insistito per “definire una strategia di aiuto concreto agli Stati più poveri, entro il quadro degli obiettivi del Millennio”, lanciando un messaggio ai paesi europei “affinché operino nel segno della solidarietà”, con un particolare riguardo verso le persone che lasciano il Terzo mondo “per cercare rifugio nell’Unione europea”. Spetta invece a mons. Adrianus van Luyn, vescovo di Rotterdam (Paesi Bassi), chiarire la posizione Comece in merito ad alcuni temi di estrema attualità discussi all’interno delle istituzioni comunitarie. Anzitutto van Luyn ribadisce il “pieno sostegno alla Strategia di Lisbona, necessaria per perseguire la coesione sociale e uno sviluppo sostenibile a livello continentale”, facendo riferimento al recente documento della Comece. “Noi sosteniamo anche il Patto di stabilità – aggiunge van Luyn -, che può fungere da garanzia per le future generazioni “. D’altro canto il vescovo insiste sulla necessità “di una complessiva strategia europea a sostegno della famiglia” e della ricerca. Integrazione europea, ruolo dei credenti. Dall’assemblea Comece è poi emersa la versione definitiva di “L’avvenire dell’Unione europea e la responsabilità dei cattolici”: “Si tratta di un’ampia e più completa elaborazione – spiega mons. Hippolyte Simon, arcivescovo di Clermont (Francia) – del testo ‘Apriamo i nostri cuori’ diffuso nel giugno 2003, sul quale abbiamo raccolto pareri, interventi e contributi anche in ragione dell’ampliamento dell’Unione verso Est”, la quale “richiede una profonda rivisitazione della memoria comune, uno sforzo di comprensione culturale, l’apporto della ricchezza spirituale delle religioni, affiancando il percorso di unione politica”. Mons. Simon puntualizza che “il lavoro svolto ha tenuto in debita considerazione il magistero sociale della Chiesa e l’esortazione apostolica ‘Ecclesia in Europa’ di Giovanni Paolo II, per interpretare al meglio questa fase storica e trovare elementi e valori da porre al servizio del bene comune europeo”. Nella Comece sono presenti vescovi delle chiese dell’Europa occidentale e orientale e sono invitati anche i rappresentanti dei paesi candidati. “L’assemblea – aggiunge mons. Vaclav Màly, vescovo ausiliare di Praga – si è augurata nuovi ampliamenti comunitari. Certo, l’Unione europea ha diversi limiti, ma è uno strumento indispensabile per avvicinare le nazioni e i popoli del continente”. A questo riguardo, “i vescovi guardano con fiducia a un prossimo ingresso della Croazia e sperano in un concreto avvicinamento dei Balcani e dell’Ucraina”.