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Perché la Chiesa parla” “

Elezioni: i vescovi invitano ” “a valutare i programmi.” “Si accende la polemica” “

Prima un comunicato della Conferenza episcopale inglese per manifestare pubblicamente i valori che in vista delle elezioni politiche (forse il 5 maggio) stanno a cuore alla Chiesa cattolica. Poi un apprezzamento da parte del cardinale Cormac Murphy-O’Connor per la proposta del leader conservatore Michael Howard di ridurre a venti settimane il limite massimo per l’interruzione di gravidanza. Tanto è bastato per provocare in tutto il Regno Unito un’aspra polemica nella quale è intervenuto anche il premier laburista Tony Blair. L’ANTEFATTO. È un comunicato diffuso dalla Conferenza episcopale inglese in vista delle elezioni politiche che pur non essendo state ancora indette, da mesi ormai viene dato per scontato che Blair le convocherà per il 5 maggio, in coincidenza con le amministrative. Nel comunicato, i vescovi invitano i cattolici a valutare nella campagna elettorale dei candidati una serie di argomenti-chiave prima di andare al voto. La prima questione sottolineata dall’episcopato inglese è “il matrimonio e la famiglia”: ai politici si chiede di “sostenere e rafforzare la vita della famiglia e di valutare l’impatto delle leggi sulle famiglie”. Al secondo punto, si sottopone la questione relativa al “rispetto per la vita”: “i vescovi – si legge nel comunicato – ribadiscono il loro no all’aborto, alla clonazione degli embrioni umani e all’eutanasia e chiedono ai politici la salvaguardia del diritto fondamentale alla vita” soprattutto di quella “particolarmente vulnerabile”. Nel comunicato si passa poi ad esaminare la “giustizia” chiedendo “un sistema giudiziario più umano”, l’educazione dei giovani, la lotta alla povertà e per la “cancellazione del debito” dei Paesi poveri, ed una politica per i rifugiati e i migranti che secondo l’episcopato inglese deve essere volta a “proteggere” i diritti umani e la dignità di queste persone. L’INTERVISTA. In un’intervista alla rivista femminile Cosmopolitan, il leader conservatore Michael Howard ha espresso il suo favore per la riduzione a 20 settimane (adesso sono 24) del limite massimo per l’interruzione volontaria della gravidanza. Il premier britannico Tony Blair, dalle colonne dello stesso giornale, ha replicato: “Anche se non mi piace l’idea dell’aborto, non si possono criminalizzare le donne che, in circostanze difficili, fanno questa scelta”. Sull’argomento è poi intervenuto anche il card. Cormac Murphy-O’Connor dicendo: “È insufficiente, ma va nella direzione giusta”. Sono bastate queste poche parole dell’arcivescovo per scatenare un putiferio: il commento del cardinale è stato infatti interpretato da alcuni giornali come il segno che la chiesa cattolica – che in Gran Bretagna ha 4 milioni di fedeli – potrebbe ritirare il suo tradizionale appoggio al partito laburista. Immediata la reazione di Tony Blair che, attraverso un portavoce, ha ribadito la convinzione che il tema dell’aborto non dovrebbe entrare nel dibattito elettorale ma dovrebbe continuare ad essere una questione di coscienza. LA RETTIFICA. Il cardinale ha così dovuto spiegare nel dettaglio la posizione della Chiesa in una serie di interviste a quotidiani, radio e Tv che il suo ufficio stampa ha poi provveduto a diffondere, in sintesi, con un comunicato. Il cardinale ha così affermato che la Chiesa non appoggia “assolutamente” nessun candidato e nessun partito. “Abbiamo pubblicato un documento” nel quale si spiega “quali sono i temi importanti per la Chiesa cattolica”. “Questi temi – ha aggiunto l’arcivescovo – sono diversi. Noi crediamo che i temi della vita – come aborto, eutanasia, ricerca sulle cellule staminali – siano vitali. Così come sono importanti una maggiore attenzione al mondo dei poveri e al rispetto dei diritti e della dignità dei migranti. Sono tutti temi che toccano la dignità della persona umana”. Alla domanda se sia opportuno o meno che la Chiesa intervenga in temi politici, il card. Murphy-O’Connor ha risposto: “Certo, perché c’è un punto in cui religione e politica si toccano. Ci sono questioni morali che riguardano il bene della società e per le quali io, come leader religioso, non possono stare in silenzio”. Ma l’appoggio alla proposta di Michael Howard per una riduzione del limite massimo per accedere all’aborto, può sembrare un messaggio velato perché i cattolici votino conservatori? “Così come ho appoggiato la proposta di Howard – ha risposto l’arcivescovo – ho anche appoggiato le iniziative del governo a favore della riduzione del debito internazionale e della lotta alla povertà. In nessun caso, ho inviato messaggi nascosti”. Riguardo all’aborto, il cardinale ha auspicato che questo tema “possa cominciare ad essere posto all’attenzione dei leader politici”. “Non sto chiedendo alle persone – ha poi concluso il cardinale – di votare per questo e quel partito, sto chiedendo a tutte le parti di ascoltare la voce della Chiesa”.