“Dopo avere consultato l’Associazione della stampa estera, abbiamo deciso di reintrodurre la traduzione in tutte le lingue, tutte le volte che sarà possibile, per le conferenze stampa che si tengono in giorni diversi dal mercoledì”. Con queste parole la Portavoce della Commissione Françoise Le Bail ha sostanzialmente chiuso l’affaire della limitazione a alle lingue inglese, francese e tedesco per l’interpretazione delle conferenze stampa dei Commissari nei giorni diversi dal mercoledì, sorta di “regime trilinguista” introdotto a sorpresa che aveva suscitato dure proteste formali da parte dei Governi italiano e spagnolo. La soluzione minima di compromesso definita dall’Esecutivo con i giornalisti – anche a seguito delle pressioni della stessa Presidenza lussemburghese che ha fatto proprie le rimostranze italo-spagnole – prevedeva un numero minimo di 8 lingue, tra le quali l’Italiano, lo spagnolo, l’olandese, il polacco e in ogni caso la lingua madre del Commissario presente in conferenza stampa. L’ultima dichiarazione della Portavoce rappresenta tuttavia un dietro-front completo ed il ripristino del regime che comprende, ferme restando le disponibilità degli interpreti, tutte le lingue ufficiali dell’Unione europea.