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Le Giornate mondiali della gioventù (Gmg), ormai iscritte da vent’anni nel paesaggio della Chiesa universale, sono tra le intuizioni maggiori di Giovanni Paolo II. Traducono la sua attenzione per i giovani quali costruttori dell’avvenire e la sua amicizia ridetta perfino nel silenzio forzato nella scorsa Domenica delle Palme – per le nuove generazioni. Resta nelle memorie la sua visita a New York il 3 ottobre 1979, quando i giovani gridarono al Madison Square Garden: “John Paul II, we love you ! John Paul II we love you!”. E il Papa rispose: “John Paul II loves you!”. Le Giornate mondiali sono state pensate dal Papa per il Giubileo straordinario della redenzione del 1983-1984 e il 20 dicembre 1985, il Pontefice annunciò al Collegio cardinalizio e alla Curia romana, l’istituzione di tali giornate, che sarebbero affidate al Pontificio Consiglio per i Laici. Giovanni Paolo II invita al pellegrinaggio verso Cristo. Tra pochi mesi a Colonia il modello saranno i Re Magi: “Siamo venuti per adorarlo” ( Mt, 2, 2). Nella sua lettera del 6 agosto 2004 indirizzata ai giovani, il Papa si riferisce al viaggio intrapreso secondo Matteo, “da Oriente a Gerusalemme”, da magi per andare all’incontro di Gesù, poggiandosi sulla tradizione della venerazione a Colonia delle loro reliquie. La Gmg è anche un pellegrinaggio della Chiesa universale attraverso luoghi di incontro sistematicamente scelti da un continente all’altro: manca ancora l’Africa. Le giornate traducono bene la visione dell’evangelista Matteo : il suo racconto si allarga oltre i confini del popolo di Israele e si estende a tutti i popoli rappresentati dai magi. Le Gmg sono invito alla comunione con Cristo, sono una festa della comunione rafforzata dalla grandissima partecipazione di giovani: tre milioni a Manila, un milione a Parigi, due a Roma… Una moltitudine di punti colorati, visione impressionante che uno può avere dei raduni visti dall’alto; e visti da vicino, dall’interno, una vera fraternità umana, piena di diversità ma unita nel camminare verso Cristo. Ecco perché i Magi cercando la verità, senza preconcetti, hanno lasciato il loro proprio paese per seguire la stella e hanno riconosciuto Gesù. Sulla base di tale modello, il Papa ha invitato a Colonia anche i giovani non battezzati, quelli che vivono lontani dalla Chiesa, senza l’aiuto della fede. La storia ventennale delle Gmg testimonia l’affetto profondo che Giovanni Paolo II nutre per i giovani. Già il 22 ottobre 1978, improvvisò, poco dopo la cerimonia d’intronizzazione pontificia, un saluto alla gioventù: “Siete l’avvenire del mondo, la speranza della Chiesa, siete la mia speranza!”.Qualche settimana dopo, il 15 novembre, aggiungeva: “Essere giovani significa vivere in sé un’incessante novità di spirito, alimentare una continua ricerca di bene, sprigionare un impulso a trasformarsi sempre in meglio, realizzare una perseverante volontà di donazione”. Ed in queste parole proponeva e propone una giovinezza della fede che va oltre il tempo.