Non c’è contraddizione ” “

Dialogo ecumenico ” “e "passaggio" di preti anglicani alla Chiesa cattolica” “

Il passaggio di preti anglicani – che sono spesso sposati – alla Chiesa cattolica romana è una cosa frequente in Inghilterra ma non nel resto del Regno Unito. È difficile ottenere statistiche ufficiali ma, attorno a Londra, per esempio, le diocesi di Westminster e Southwark, hanno ciascuna tra gli 8 e 10 sacerdoti sposati di provenienza anglicana. Per la prima volta in Scozia, il 2 marzo scorso, un ex-ministro della Chiesa episcopale scozzese, il diacono James Bell, ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale dal vescovo cattolico di Aberdeen PETER MORAN , su eccezionale permesso da Roma. Il rito ha avuto luogo presso la chiesa cattolica di St Mary a Inverness, in Scozia. Alla Messa, concelebrata da 20 sacerdoti oltre al vescovo Peter Moran e il vescovo emerito di Southwark, John Jukes, hanno partecipato circa 300 persone. L’ordinando, un sessantenne, ha alle spalle un’ampia esperienza pastorale sia nella comunità anglicana di Londra e Peterborough che nella Chiesa episcopale scozzese di Easter Ross e Sutherland. I PROTAGONISTI. Durante la celebrazione il vescovo Moran ha accolto Bell sottolineando “l’ampia e ricca esperienza”, il “profondo impegno religioso e la calorosa e simpatica personalità” che porta con sé nel suo nuovo ruolo. Nel ricevere il nuovo “collega e fratello” che “condividerà il compito pastorale del vescovo” di curare il “gregge” cristiano il vescovo Moran ha ringraziato le autorità di Roma e ha anche ricordato che, un una vasta diocesi servita da pochi sacerdoti, come quella di Aberdeen, “anche un solo prete in più è un incentivo meraviglioso per lo spirito dei suoi colleghi e per il ministero che offriamo alla nostra gente”. Poco prima dell’ordinazione, il diacono JAMES BELL ha affermato: “mi avvicino all’ordinazione sacerdotale cattolica con un profondo senso di gratitudine per il privilegio, concessomi dalla Santa Sede, di poter servire la Chiesa qui nelle Highlands”. Bell ha aggiunto che questo è il “compimento di un desiderio” maturato da lungo tempo nel suo “pellegrinaggio cristiano” e allo stesso tempo “un meraviglioso nuovo inizio”. Bell ha poi ringraziato il clero e la diocesi di Aberdeen per l’incoraggiamento e la calorosa accoglienza offerti a lui e alla moglie Lesley. James Bell continuerà a lavorare come assistente di mons. Robert MacDonald nella parrocchia di St. Mary a Inverness fin quando gli sarà affidato un nuovo compito. I RISVOLTI ECUMENICI. A proposito di questa ordinazione sui generis, il vescovo ausiliare di Westminster GEORGE STACK, responsabile per la formazione ministeriale presso il Dipartimento per l’educazione e la formazione cristiana della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles, ha affermato che “in diverse diocesi questi preti sposati sono stati ben accolti e accettati e hanno condotto un ministero prezioso e penso che in Scozia sarà lo stesso”. Nel commentare questo fenomeno (iniziato negli anni ’90, quando la Chiesa Anglicana aprì il sacerdozio alle donne) il vescovo Stack ha aggiunto che “in realtà per molti è una questione di autorità”. I sacerdoti e ministri anglicani che decidono di passare al cattolicesimo, ha spiegato Stack, mettono in questione l’autorità con cui la Chiesa anglicana prende decisioni importanti come quella di ordinare le donne, “una decisione che cambia la natura e il significato del sacerdozio nell’intera Anglican Communion“. Quali conseguenze e implicazioni hanno, per il dialogo ecumenico e per il significato del sacerdozio tradizionale, queste ordinazioni nella Chiesa cattolica di preti sposati anglicani? Il vescovo Stack risponde che “la norma per il sacerdozio cattolico rimane il celibato” e questo voto “è vincolante per un prete tanto quanto il reciproco voto di fedeltà tra marito e moglie” uniti in matrimonio cristiano. Per quanto riguarda il dialogo ecumenico, il vescovo afferma che le relazioni tra la Chiesa cattolica e anglicana rimangono “buone”, e “continuano ad esserci incontri sociali e dialogo teologico a livello nazionale”. Entrambe le Chiese riconoscono che “le persone devono seguire la propria coscienza” spiega il vescovo. E aggiunge: “a Londra ci sono incontri regolari e contatti tra i vescovi delle due Chiese in cui queste questioni sono discusse e condivise. Non c’è scontro o difficoltà, solo il riconoscimento della coscienza individuale e il fatto che queste persone continuano il loro viaggio nella fede”. Nel pronunciare queste parole il vescovo Stack riassume una frase del Cardinal Hume che viene usata durante l’ordinazione di ex-preti anglicani. Questa frase “riconosce il valore del precedente ministero cosicché l’ordinazione come sacerdote cattolico non contraddice quella precedente ma sviluppa e approfondisce il ministero che contiene la grazia di condurre il popolo a Dio”.