SPAGNA" "

Si decide in novanta giorni ” “

Lavoratori stranieri: dal 7 febbraio al 7 maggio la regolarizzazione ” “” “

In Spagna il 2005 è l’anno della grande “normalisación”, la sanatoria che dovrebbe regolarizzare circa 800.000 immigrati. Dei vantaggi e delle difficoltà riferisce l’agenzia italiana Migranti-press, che ha incontrato nella capitale spagnola don Antonio M. Rodrigo , direttore della “Delegatión diocesana de migraciones” di Madrid. In questi uffici passano ogni giorno migliaia di immigrati… “Nel 2004 ne sono passati 13.000, quest’anno se ne prevedono molti di più: è l’anno della grande “normalisación” o regolarizzazione, che interessa i lavoratori stranieri in Spagna. Dal 7 febbraio al 7 maggio, sono tre mesi di tempo per decidere il destino di centinaia di migliaia di stranieri”. I media hanno parlato di oltre 800.000 “sans papier” sulla via della normalizzazione. Un numero un po’ esagerato? “Certamente il numero degli stranieri in posizione non regolare è alto, non penso però che raggiunga quella quota; anzi si teme che rimanga notevolmente al di sotto. Gli stessi sindacati condividono questo timore; dal 7 febbraio ad oggi le domande presentate dai datori di lavoro sono appena 100.000. Sono proprio i datori di lavoro a tirarsi indietro: in particolare le piccole imprese hanno la tentazione di lasciare le cose come sono, senza approfittare di quest’unica opportunità di mettere il rapporto di lavoro in regola: il lavoro sommerso è più libero, più redditizio. É forte il nostro appello alla coscienza civica e morale degli imprenditori perché, basandosi su un calcolo troppo unilateralmente interessato, non penalizzino i loro dipendenti”. Ma quali sono i requisiti principali per accedere alla sanatoria? “Il primo è la registrazione dello straniero presso qualche municipio da almeno 6 mesi, cioè dall’8 agosto 2004; questa registrazione è d’obbligo in Spagna anche per i non regolari ed è condizione per poter usufruire dell’assistenza sanitaria e di altri servizi sociali. Il secondo è l’assenza di pendenze penali in Spagna o in altro Paese, il terzo – ovviamente il più decisivo – è la sottoscrizione, da parte dell’interessato e del suo datore di lavoro, di un regolare contratto della durata di almeno 6 mesi, riducibili a tre nel settore agricolo. Non sono previste particolari condizioni sull’alloggio”. Gli stranieri sono bene informati su questa opportunità unica? “C’è un notevole sforzo di informazione anche da parte nostra, attraverso la stampa, i depliánt, i contatti diretti. Gli stranieri vogliono sapere notizie più precise su questo provvedimento governativo e si danno tutte le informazioni utili; cerchiamo di essere loro vicini per la necessaria consulenza nel disbrigo delle pratiche”. Pare che al Municipio di Madrid in 10 anni si sarebbero iscritti 765.884 stranieri. Troppi? E i flussi maggiori da dove provengono? “Non è una cifra esagerata, è anzi in continuo aumento. Hanno il primato le presenze ecuadoriane, rumene e colombiane. I latino–americani costituiscono la maggioranza, ma sta crescendo il flusso dall’Est europeo; anche gli ucraini sono bene rappresentati. I maghrebini invece, con in testa i marocchini, hanno una forte presenza al Sud della penisola, non nell’area madrilena”. In che consiste il vostro lavoro pastorale? “Il primo servizio, com’è ovvio, è quello strettamente pastorale, ed è impegnato in primo luogo nell’assicurare l’assistenza religiosa specifica alle varie etnie; meno urgente è la situazione dei latino americani, che non hanno difficoltà di lingua nel frequentare le parrocchie locali, ma anche per loro c’è bisogno di una particolare attenzione, specialmente nella catechesi, per le peculiarità culturali e del retroterra di formazione religiosa. Altro servizio, non meno importante è la sensibilizzazione del nostro mondo civile ed ecclesiale alla realtà nuova delle migrazioni; a tale scopo offre il servizio tanto prezioso quanto capillare nelle parrocchie l’Asti (Associaciòn Solidaridad, Trabajores Inmigrantes), emanazione del nostro Segretariato. E infine, per un’attività a vasto raggio, sono valido sussidio sia il Vademecum “Pastoral de los Inmigrantes”, sia la serie di Quaderni (sono già diciassette) su aspetti particolari di questa pastorale; mi permetto di segnalare il 13° “Vivere una cittadinanza interculturale attiva e responsabile”, diretto sia a stranieri che ai cittadini spagnoli”.