Spagna: critiche alla politica migratoria del Governo” “

In occasione delle trascorse celebrazioni pasquali, una ventina di organizzazioni cristiane spagnole – tra cui l’Azione cattolica operaia, la Caritas diocesana di Barcellona, l’Unione dei religiosi di Catalogna, Cristianesimo e giustizia e Giustizia e pace – hanno denunciato l’attuale politica migratoria del Governo spagnolo (cfr pag. 21). “Esprimiamo la nostra preoccupazione davanti alle difficoltà che constatiamo nel processo di ‘regolarizzazione’ avviato dal Governo centrale, in accordo con il nuovo testo che regolamenta la condizione di straniero”, si legge nel comunicato, che spiega come questo processo esiga che, “per accedere alla regolarizzazione si abbia un contratto di lavoro”. La realtà, denunciano i firmatari, è che “molti lavoratori rimangono ai margine e ciò che è più grave, alcuni impresari licenziano i propri lavoratori immigrati”. La piattaforma per l’immigrazione chiede che “si ammettano altre prove per accreditare il soggiorno prima dell’8 agosto 2004, tra cui francobolli, conti bancari, visite mediche, ecc.” e sollecitano “una volta per tutte, una politica di immigrazione più autentica a lungo termine che scommetta sull’integrazione sociale degli immigrati in quanto cittadini”.