Chiese cristiane europee” “
KEK: FAUTORE DEL DIALOGO. Tutti i cristiani d’Europa si uniscono ai cattolici nella preghiera di ringraziamento per la vita e la testimonianza di Giovanni Paolo II. Lo ha detto il pastore KEITH CLEMENTS, segretario generale della Conferenza delle Chiese europee (Kek), l’organismo che riunisce 125 Chiese di tradizione ortodossa, protestante, anglicana e veterocattolica. Nel suo messaggio Clements ricorda l’impegno di Wojtyla – da credente, poi pastore in Polonia, infine da Papa – contro i totalitarismi, per la libertà e i diritti dell’uomo, per l’unità dell’Europa, per la pace nel mondo. Clements, senza nascondere le divergenze teologiche e le difficoltà nel dialogo fra le Chiese, riconosce il sostegno di Wojtyla all’ecumenismo e assicura la preghiera di tutti i cristiani per il conclave che “nell’unità dello Spirito Santo” eleggerà il successore di Giovanni Paolo II. PATRIARCATO DI COSTANTINOPOLI: “UN PROFONDO DOLORE”. Il “profondo dolore” del patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, per la morte del Papa è stato espresso con una preghiera per “l’eterno riposo del fratello” Wojtyla. “Esprimiamo il profondo dolore del patriarcato ecumenico di Costantinopoli e nostro personale per la perdita del nostro fratello in Cristo Giovanni Paolo II e partecipiamo al lutto insieme ai nostri fratelli della Chiesa di Roma, sparsi per il mondo”. Bartolomeo ha ricordato che il Papa “ha sognato e lavorato per il ripristino dell’unità dei cristiani, non si è risparmiato per la pace nel mondo. Mancano oggi personalità coraggiose come Lui”. RUSSIA: UN MESSAGGIO DEL PATRIARCA ALESSIO II. Giovanni Paolo II “ha segnato un’intera epoca nella vita della Chiesa cattolica romana e in tutta la storia contemporanea”. Lo scrive il Patriarca di Mosca e di tutta la Russia, ALESSIO II, in un messaggio di condoglianze al cardinale Josef Ratzinger, decano del Sacro Collegio. Il Patriarca sottolinea il valore morale della sofferenza sopportata dal Papa nell’ultimo periodo della sua vita, quando “nonostante la gravissima infermità ha continuato a rimanere fedele al suo dovere, ammaestrando coraggiosamente il suo gregge fino agli ultimi giorni”. La Chiesa ortodossa russa sarà rappresentata ai funerali di Giovanni Paolo II dal metropolita Kirill di Smolensk e Kaliningrad, presidente del dipartimento rapporti con l’estero del patriarcato di Mosca, considerato il numero 2 della gerarchia. “Il Papa – ha detto KIRILL – è riuscito a dire all’uomo contemporaneo qualcosa di molto importante sui valori della tradizione cristiana”. GRECIA: ERA “IL PORTABANDIERA DELLA LIBERTÀ”. Il “portabandiera della libertà e dei diritti umani”: con queste parole il Patriarca ecumenico della Chiesa greco-ortodossa di Grecia e Metropolita di Atene, arcivescovo CHRISTODOULOS, ha ricordato Giovanni Paolo II in un breve ma intenso messaggio diffuso dalle emittenti radio-televisive greche. Nell’esprimere “profondo dolore” per la scomparsa del Pontefice, Christodoulos afferma che essa “costituisce una perdita non solo per la sua Chiesa ma per tutta la cristianità e per la comunità internazionale che vuole la pace e la giustizia”. “La Chiesa di Grecia esprime le proprie profonde condoglianze alla Santa Sede e ai cattolici di tutto il mondo – prosegue il messaggio del metropolita – per la scomparsa di un grande Papa, una grande personalità del Cattolicesimo che è stato giustamente descritto come il portabandiera della libertà e dei diritti umani”. ROMANIA: ANCHE I FEDELI ORTODOSSI IN PREGHIERA. In Romania un grande numero di fedeli ortodossi è andato nelle chiese cattoliche ad accendere una candela e pregare per il Papa. Soprattutto la cattedrale “San Giuseppe” di Bucarest è diventata un luogo ecumenico di preghiera per il Santo Padre. Dopo la notizia tutte le chiese hanno suonato le campane a distesa e sono cominciati i Requiem. Le chiese sono rimaste aperte anche durante la notte. Sono le notizie che giungono dalla Chiesa cattolica rumena, che ha seguito gli ultimi giorni di Santo Padre con grande emozione e commozione. La televisione rumena ha trasmesso numerosi documentari sul Pontefice, come commenti di teologi, storici ed esperti. GERMANIA: “CON LA SUA MORTE IL MONDO È PIÙ POVERO”. “Con Papa Giovanni Paolo II, il mondo ha perso un imponente testimone del Vangelo”. Lo ha detto il vescovo evangelico, WOLFGANG HUBER, presidente del Consiglio della Chiesa evangelica tedesca, che ha diramato un comunicato con una prima reazione alla morte di Giovanni Paolo II. “La sua umanità e la sua fede hanno reso il Papa polacco una guida spirituale e un’istanza morale importante”, dando al papato una “popolarità straordinaria al di là dei confini della Chiesa cattolica”. Huber ha ricordato “con riconoscenza” gli incontri personali con il Papa, tra cui l’ultimo in occasione di un’udienza privata a Castelgandolfo nell’agosto 2004. “La Chiesa evangelica tedesca è in lutto per Papa Giovanni Paolo II insieme con le sorelle e i fratelli cattolici. Con la sua morte, il mondo è diventato più povero, ha perso un grand’uomo. Dio doni alla sua anima la pace nella libertà da tutte le sofferenze del corpo”. REGNO UNITO: IL TRIBUTO DELLA CHIESA ANGLICANA. Tutte le autorità religiose del Regno Unito hanno ricordato con calore e sincero apprezzamento Giovanni Paolo II: l’arcivescovo di Canterbury ROWAN WILLIAMS ha dichiarato: “Ricordiamo la sua vita e il suo ministero con gratitudine e abbiamo nei nostri pensieri e nelle nostre preghiere la chiesa che egli ha guidato”. Il vescovo anglicano di Bristol ha aggiunto: “La grande comunità cristiana riconosce che Giovanni Paolo II è stato uno straordinario leader della comunità cattolica romana nel mondo e che la sua perdita sarà percepita con profondo dolore. Abbiate conforto dalle nostre preghiere in questo momento di tristezza”. FRANCIA: IL CORDOGLIO DEI PROTESTANTI E DEGLI ORTODOSSI. La Conferenza episcopale francese ha diffuso i messaggi di affetto e di cordoglio che la Federazione protestante francese e il metropolita Emmanuel, presidente dell’assemblea dei vescovi ortodossi di Francia hanno fatto arrivare al presidente dei vescovi francesi, mons. Jean-Pierre Ricard. “Il Papa Giovanni Paolo II scrive il pastore GILL DAUDE a nome dei protestanti francesi se ne va nella pace di Dio. Legati da questa profonda comunione in Cristo si legge nel messaggio noi condividiamo con voi nella preghiera e nella fraternità la prova che il Papa sta attraversando e con lui tutta la comunità cattolica di Francia e del mondo”. “Profondamente preoccupato per l’unità dei cristiani scrive il metropolita EMMANUEL ha incessantemente sostenuto il processo del dialogo della carità con la Chiesa ortodossa ed ha agito perché fossero superate le difficoltà che intralciano il cammino comune verso l’unità. In questo spirito di dialogo e di apertura, ha realizzato atti altamente simbolici che aiutano a pacificare la memoria di momenti dolorosi ereditati dalla Storia e a stabilire un clima di fiducia, di serenità e di fraternità tra le Chiese”. FRÈRE ROGER: INTENTO A COSTRUIRE UN AVVENIRE DI PACE. “Un’anima attenta a preparare un avvenire di pace”. Questo il ricordo di frère ROGER, fondatore della comunità ecumenica di Taizé che il Papa conosceva bene, tanto da inviare ogni anno un suo messaggio speciale all’incontro dei giovani europei che, per iniziativa della comunità, si tiene in una capitale diversa dell’Europa. Frère Roger ricorda di aver conosciuto il Santo Padre per la prima volta nel 1962, al Concilio Vaticano II. “Il Papa mi riceveva ogni anno in udienza privata e mi capitava di pensare alle prove della sua vita: nella sua infanzia aveva perduto sua madre, nella sua giovinezza suo padre e il suo unico fratello. E mi dicevo: cerca una parola per rallegrare, ed anche consolare, il suo cuore parlandogli di una speranza che stiamo scoprendo in molti giovani e assicurandolo della fiducia che la nostra comunità nutre per lui”.