Barroso: "si è battuto instancabilmente per l’unità"” “
“A nome della Commissione europea porgo le nostre più sentite condoglianze al Sacro Collegio e a tutta la Chiesa cattolica”. JOSÉ MANUEL BARROSO , capo dell’esecutivo di Bruxelles, è stata la prima voce a livello internazionale a farsi interprete del dolore e del vuoto lasciato dalla scomparsa del Papa, per la quale “non solo la Chiesa cattolica di Roma, ma il mondo intero perde una guida spirituale di dimensioni storiche”. Nei giorni successivi la morte di Giovanni Paolo II sono giunti messaggi da ogni parte del mondo e il cordoglio si è confermato con l’annunciata presenza ai funerali del Papa di 200 capi di Stato provenienti dai cinque continenti. “WOJTYLA, padre fondatore dell’europa unITA”. Il portoghese Barroso afferma che “da più parti si è elogiato il ruolo svolto dal Santo Padre nel favorire il crollo della ‘cortina di ferro’ e permettere così la riunificazione di un continente diviso. Da parte mia desidero sottolineare, in questo triste momento, che per tutto il suo pontificato Giovanni Paolo II si è instancabilmente battuto, come solo lui sapeva fare, per la causa di un’Unione europea sempre più stretta, tanto da ben meritare il titolo di padre fondatore dell’Europa unita”. Secondo il presidente della Commissione, Karol Wojtyla “è stato un Pontefice nel senso più pieno del termine: un costruttore di ponti tra nazioni, culture e religioni. Giovanni Paolo II rimarrà per sempre nei nostri cuori un uomo che si è sacrificato per la salvezza di tutta l’umanità, dei credenti e dei non credenti. Il mondo perde con lui un grande difensore della dignità umana, un cittadino del mondo profondamente radicato in Europa”. In diversi Paesi europei si è data disposizione affinché le bandiere fossero issate a mezz’asta fino al giorno delle esequie; alcuni Stati hanno proclamato il lutto nazionale e giornali e televisioni del continente hanno dedicato al Papa le notizie di apertura e numerosi “speciali”. PROTAGONISTA SULLA SCENA MONDIALE. “La storia ricorderà l’impegno determinante di Giovanni Paolo II nel ritorno alla democrazia e alla libertà degli Stati d’Europa centrale e orientale e l’azione, spesso discreta ma concreta, a favore della ripresa del dialogo tra i popoli e gli Stati in conflitto, così come per il ritorno al negoziato tra i Paesi del Medio Oriente”. Il presidente del Parlamento europeo, lo spagnolo JOSEP BORRELL, ricorda a nome dell’assemblea di Strasburgo il Papa scomparso, alla cui memoria si “inchina rispettosamente”. Borrell aggiunge che “in occasione della sua visita al Parlamento europeo l’11 ottobre 1988, il Papa si espresse come colui ‘che conosceva le aspirazioni dei popoli slavi, l’altro polmone della nostra stessa patria europea’ e auspicava che ‘l’Europa, dandosi sovranamente istituzioni libere, possa un giorno estendersi fino alle dimensioni che le hanno dato la geografia e ancor più la sua storia’”. Secondo il presidente dell’emiciclo – che rappresenta i 450 milioni di cittadini dell’Ue – Giovanni Paolo II ha “segnato in modo determinante l’ultimo quarto del secolo”; il messaggio si conclude con la “condivisione sincera” della “tristezza del mondo cattolico e particolarmente quella dei suoi compatrioti polacchi”. “LEADER SPIRITUALE, CAMPIONE DELLA PACE”. “Giovanni Paolo II è stato un infaticabile difensore dei diritti dell’uomo e si è reso avvocato della libertà religiosa e della giustizia sociale”: JEAN-CLAUDE JUNCKER, premier lussemburghese e presidente di turno del Consiglio Ue, si aggiunge ai messaggi listati a lutto provenienti dalle istituzioni comunitarie, che indicano il Pontefice nato a Wadowice tra i “padri fondatori dell’Europa unita”. Junker osserva inoltre che “il Papa, con i suoi viaggi, ha saputo portare il suo messaggio di pace in tutti gli angoli del mondo”. Dal canto suo l’alto rappresentante Ue per la politica estera e la sicurezza comune, JAVIER SOLANA, aggiunge: “Il mondo, non solo quello di fede cattolica, ha perso un indimenticabile leader spirituale, campione di pace e solidarietà per tutti”. “Abbiamo perso – aggiunge Solana – un grande europeo, spirito dei nostri tempi”. Un ricordo vivo della figura di Karol Wojtyla arriva da Strasburgo, sede del Consiglio d’Europa, dove il Papa fu in visita nel 1988. Il presidente dell’assemblea parlamentare, RENÉ VAN DER LINDEN, afferma che “la morte di questo grande pellegrino di pace è una perdita per noi tutti”, mentre per il segretario generale, TERRY DAVIS, “la scomparsa di Giovanni Paolo II non è una perdita solo per i cattolici, ma per tutti coloro che nel mondo operano per la difesa della dignità umana e la solidarietà”. Il presidente di turno del Comitato dei ministri, il polacco ADAM ROTFELD, definisce il Papa “un instancabile sostenitore della pace e del dialogo, ivi compreso quello tra religioni diverse”.