russia: le attese. “Spero che il tempo in cui sua Santità sarà papa possa vedere uno sviluppo delle relazioni amichevoli tra le nostre Chiese e un fruttuoso dialogo tra ortodossi e cattolici”. Lo ha scritto il patriarca di Mosca e di tutte le Russie Alessio II al papa Benedetto XVI. Un messaggio molto atteso, in quanto i rapporti tra Mosca e Roma hanno sempre rappresentato per il Pontificato di Giovanni Paolo II un nodo ecumenico cruciale che solo lo scorso anno e grazie alla mediazione del card. Walter Kasper (presidente del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani) ha fatto segnare piccoli ma importanti passi in avanti, come la costituzione di un comitato bilaterale per la risoluzione dei problemi più urgenti. Lo sviluppo di un “fruttuoso dialogo” tra cattolici e ortodossi, scrive Alessio, rappresenta “uno dei compiti più cruciali della Cristianità. Le nostre Chiese, con la loro autorità e influenze, devono saper unire i loro sforzi per portare i valori cristiani nella mentalità moderna”. A delineare nei particolari le aspettative che il mondo ortodosso russo ha nei confronti di papa Benedetto XVI è il vescovo di Vienna e Austria Hilarion Alfeyev. Il primo auspicio è che in Europa “la Chiesa cattolica possa continuare a preservare il suo insegnamento tradizionale dottrinale e morale” soprattutto nelle questioni dei matrimoni omosessuali, aborto, contraccezione, eutanasia. La Chiesa russa spera inoltre che “il nuovo Pontificato possa segnare una apertura delle relazioni tra le chiese romano cattolica ed ortodossa russa e che “possa avere luogo un incontro del papa con il Patriarca di Mosca”. A questo riguardo, il vescovo Hilarion ricorda che nel 2000 la Commissione teologica bilaterale cattolica-ortodossa aveva messo in discussione la questione dell’uniatismo. In quella occasione, non fu raggiunto nessun accordo e la questione ha continuato a provocare “frustrazione, disappunto e amarezza in entrambe le parti. “Spero scrive il vescovo ortodosso che sotto il nuovo pontificato la Commissione possa ricominciare a lavorare” e che si possa riprendere a “discutere di uniatismo, primato ed altre questioni teologiche ed ecclesiologiche che ancora dividono le nostre chiese”. “Il mio timore confessa il vescovo russo che concentrandosi unicamente sulle questioni che ci dividono, possiamo facilmente perdere tempo prezioso per una comune testimonianza nel mondo secolarizzato. L’Europa, in particolare, si è rapidamente scristianizzata ed ha un urgente bisogno di riscoprire la sua identità cristiana. Credo profondamente che sia arrivato il tempo perché cattolici e ortodossi uniscano i loro sforzi”, formino in Europa “un’Alleanza” e parlino “con una sola voce”. Anglicani: Rowan Williams, “spero di incontrarlo presto”. “Auguriamo a Benedetto XVI ogni benedizione perché possa affrontare la responsabilità che deriva da un così alto incarico. La sua elezione ha un grande significato per tutti i cristiani”. Così il primate anglicano, arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, ha salutato l’elezione di Joseph Ratzinger a papa con il nome di Benedetto XVI, con la speranza “di incontrarlo presto per proseguire il lavoro comune intrapreso con il suo predecessore Giovanni Paolo II”. “Teologo di grande statura ha concluso – la scelta del nome Benedetto indica che vuole legare la sua visione di Chiesa ad uno spirito monastico di servizio e di contemplazione”. Frère Roger (Taizé), in continuità con Giovanni Paolo II. “Le prime parole di Benedetto XVI erano per ‘il grande Papa Giovanni Paolo II’, che ha sollevato una così forte speranza nella famiglia umana. A Taizé, noi preghiamo perché il nuovo Papa continui l’eccezionale ministero di pace e di comunione di Giovanni Paolo II”. È quanto ha dichiarato frère Roger, fondatore della comunità ecumenica di Taizé, appena appresa la notizia dell’elezione a Pontefice del card. Joseph Ratzinger. Frère Roger ha quindi concluso: “Attendiamo in particolare che le nuove generazioni siano sostenute per vivere il Vangelo oggi”. Il mondo ortodosso. “Seguo da molti anni il pensiero teologico del cardinale Ratzinger, oggi papa Benedetto XVI, da quando ero giovane studente. Ho grande stima per questo suo pensiero, stabile e lucido da decenni. Una garanzia per l’ortodossia e per il bene della fede”. Mons. Athanasios Chatzopoulos, vescovo metropolita della Chiesa ortodossa di Atene e di tutta la Grecia, è un convinto sostenitore dell’Europa unita. A Bruxelles è delegato arcivescovile per i rapporti con le istituzioni comunitarie: “La scelta del nome Benedetto, fondatore del monachesimo occidentale, credo voglia indicarci la via della riscoperta della dimensione spirituale della ‘casa comune’ di tutti gli europei”. Il Metropolita ortodosso DANIEL della Romania ha detto: “Il nuovo Papa è forse il teologo piu grande della Chiesa cattolica, perciò conosce la nostra Chiesa ortodossa. Anche se per ora non sappiamo quale sarà la sua posizione, è con certezza, un uomo del dialogo”.———————————————————————————————————– Sir Europa (Italiano) N.ro assoluto : 1382 N.ro relativo : 31 Data pubblicazione : 22/04/2005