“Molto opprimente”: così Franz Küberl, presidente della Caritas Austria, ha definito la situazione della povertà in Serbia, verificata personalmente nel corso di una visita a Belgrado. In un colloquio con l’agenzia di stampa cattolica austriaca Kathpress, pubblicato il 14 aprile, Küberl ha descritto la miseria diffusa nell’ex Jugoslavia, evidenziando che “tra breve la Serbia sarà circondata da nuovi Stati Ue e rischia di diventare un ‘centro di povertà’ della regione. Diversamente dalla Serbia, Stati come la Croazia, la Bulgaria o la Romania hanno una prospettiva di futuro”, mentre “i serbi si sentono piantati in asso dall’Europa”. Il presidente della Caritas ha evidenziato anche la situazione particolarmente critica dei “circa 400.000 profughi che in parte vivono da anni in alloggi di emergenza. Molti profughi serbi non hanno potuto tornare al luogo d’origine”. A questo problema si aggiunge la condizione “particolarmente triste” dei “circa 400.000 Rom”, che “vivono ai margini della società”.