Finlandia: l’accoglienza del nuovo Papa” “

“Qui in Finlandia il nostro amato nuovo Santo Padre non è molto ben conosciuto”: è il primo pensiero di Marko Tervaportti, direttore del Centro cattolico di informazione della diocesi di Helsinki, interpellato sulla elezione di Benedetto XVI e le reazioni suscitate nel Paese finnico. “La ragione di questa scarsa conoscenza è piuttosto chiara ed intuibile: in tutta la nazione ci sono solo 9 mila cattolici censiti, e per varie ragioni, la figura di Ratzinger e l’immagine di Roma come centro della cristianità, al di fuori del nostro ambito, non sono state molto amate negli ultimi decenni”. Essere Chiesa di minoranza per le comunità cattoliche è un problema comune a tutti e cinque gli stati nordici (insieme alla Finlandia, anche in Svezia, Norvegia, Islanda e Danimarca, i cattolici non superano il 2-3% della popolazione). “Da noi, bisogna comunque dire che alcuni teologi luterani hanno studiato il Ratzinger teologo e hanno un atteggiamento di rispetto nei suoi confronti, partendo dal suo profondo livello di conoscenza teologica. Da noi – prosegue Tervaportti – ci sono molti cattolici ‘illuminati’ che tuttavia non conoscevano in precedenza il nuovo Papa. Molti di loro sono stati stupiti da questa elezione e oggi sono felici e grati per la scelta emersa dal Conclave”. Un dato positivo è rappresentato – secondo il direttore del Centro di informazione della diocesi di Helsinki – “dai giovani cattolici, che sembrano apprezzarlo più profondamente, chiedendo al Papa di diffondere un messaggio semplice e chiaro, come ha fatto presentando se stesso in maniera così piacevole, dicendo che cercherà di non seguire la sua volontà ma quella del Padre”. Diverso il discorso per quanto riguarda i mass-media: “Sia quelli di impronta laica, sia quelli luterani – spiega Tervaportti – qui sono piuttosto negativi se non addirittura ostili. Questo è comprensibile in quanto il cattolicesimo e i suoi insegnamenti specie in campo morale (contraccezione, aborto, matrimoni omosessuali), sono molti criticati nel Paese. Da questo punto di vista il nuovo Papa è considerato ‘conservatore’, benchè i media stessi ripetano che non è tanto questione del Papa in quanto tale, ma dell’immutabile insegnamento della Chiesa che rimane al centro del dibattito”. Ad avviso del portavoce della diocesi, quindi, la realtà va vista alla luce della “piccola minoranza cattolica di Finlandia, che è molto contenta per il chiaro segno di continuità e di tradizione rappresentato dal nuovo pontefice. Proprio come minoranza – conclude Tervaportti – abbiamo bisogno delle preghiere e dell’incoraggiamento dei cattolici degli altri Paesi europei, per poter continuare e rafforza la presenza e l’apostolato nel Paese”.