L’Europa e la ratifica della Carta europea sono al centro dei commenti della stampa tedesca. Sulla Frankfurter Rundschau (27/4), Brigitte Kols scrive di “ sogno europeo” e commenta “ L’allargamento dell’Ue è un progetto nella miglior tradizione europea: integrazione per garantire la pace e con l’obiettivo della stabilità sociale. Questa stabilità è tuttavia minacciata, poiché il processo dell’allargamento, divide i vincitori dagli sconfitti a causa dei disequilibri sociali e di una globalizzazione in cui la Cina e l’India fanno il loro ingresso come potenti forze economiche. In questa situazione, sia i fautori che gli oppositori dell’Europa guardano alla carta europea come parafulmine“. Tuttavia, “ entrambi i fronti pretendono troppo dalla Costituzione. Essa non può dare la parola finale su tutti i problemi europei, in quanto non è stata redatta per uno Stato ma per offrire un quadro a 25 Paesi. Senza bloccare le opportunità di futuro. Non annulla gli Stati nazionali“. Su Die Welt, Matthias Kamann osserva: “ Chi fa propaganda all’Europa oggi, deve soddisfare esigenze nazionali sempre più forti. Mentre l’unione pacifica del continente viene ancora considerata altamente positiva, Bruxelles diventa lentamente uno strumento dei diversi interessi nazionali, più che un valore in sé. E così, in Francia e in Germania, l’Ue viene accettata solo in quanto semplice agenzia del potere e della tutela sociale, mentre in Inghilterra deve rappresentare esattamente il contrario. Questa ‘rinazionalizzazione’ non deve essere un danno se rimane legata alla disponibilità alla cooperazione“. Per il direttore de La Croix (27/04), Bruno Frappat, il dibattito in Francia sulla nuova Costituzione europea è una “palestra virtuale”. Il titolo del suo editoriale si spiega nel testo così: “ E se gli internauti facessero la decisione? Tra il ‘sì’ e il ‘no’ al referendum del 29 maggio sul trattato costituzionale europeo, una battaglia invisibile si sta sviluppando su internet… i documenti vengono scambiati, le analisi del testo sono oggetto di contro-analisi. Il ‘vero’ e il ‘falso’ si contrappongono“. “ La complessità del trattato prosegue Frappat avvertito come ‘modo d’impiego’ della macchina istituzionale più elaborata della storia delle istituzioni politiche, è una delle maggiori cause di imbarazzo degli indecisi. Numerosi tra loro, con una bella coscienza civica come dire coscienza professionale vogliono capire a fondo su cosa si vuole che essi decidano. Essi cercano, sfogliano, soppesano, per pesare il giorno del voto”. “‘ La Chiesa è viva’, proclama il nuovo Papa”: questo il titolo scelto da Herald Tribune (25/04) per presentare il giorno dell’intronizzazione di Benedetto XVI. Nel commento di Daniel J. Walkin si sottolinea che “ all’apertura dell’omelia egli ha usato il tipo di linguaggio spesso sentito in discorsi pubblici da parte dei cardinali dopo la morte di Giovanni Paolo II. Prima della sua elezione, quando era il cardinal Joseph Ratzinger, Benedetto evocava Giovanni Paolo come ‘affacciato alla finestra della casa del Padre’. Molti nella folla ai funerali cantavano per il riconoscimento della sua santità e racconti di miracoli a lui attribuibili avevano cominciato a fiorire“. Il quotidiano sottolinea altri elementi che accomunano i due pontefici: “ Le loro vite erano inestricabilmente collegate e le loro biografie marciavano parallele. Entrambi venivano dal cuore dell’Europa e avevano raggiunto l’età adulta sotto la dominazione nazista. Le popolazioni della Germania dell’Est e della Polonia caddero entrambe al di là della ‘cortina di ferro’. Entrambi furono giovani esperti chiamati a collaborare alla stesura di documenti del Concilio ecumenico Vaticano II”. Lo stesso quotidiano tre giorni dopo (28/04), riferendo della prima udienza pubblica del mercoledì di Benedetto XVI, sottolinea che “ benché i cattolici liberali spesso abbiano criticato Ratzinger per le opinioni che essi definivano ‘dure’ e ‘divisorie’, nei suoi primi otto giorni da Papa, Benedetto ha ripetutamente gettato ponti nei suoi discorsi verso gli ebrei, i musulmani, i cristiani ortodossi e le altre confessioni cristiane, e ha parlato del suo ‘regno’ come posto al servizio dei diritti umani”. Su El Pais (26/04) Enric Gonzales sottolinea che “ l’udienza di Benedetto XVI con i suoi compatrioti, quasi tutti bavaresi, ha mostrato un Ratzinger più rilassato che nei giorni precedenti“. Presentando alcuni degli aspetti più problematici che il nuovo Papa dovrà affrontre, il giornalista cita i rapporti con Mosca: “ Il Patriarca di Mosca, Alessio II, capo spirituale degli ortodossi russi, ha elogiato dopo l’incontro il ‘conservatorismo’ del nuovo Papa. ‘Benedetto XVI è un conservatore e mi pare che possiamo avere impegni e obiettivi comuni’, ha dichiarato. ‘Anche da noi sono inaccettabili i matrimoni omosessuali, l’omosessualità e il sacerdozio femminile“. ———————————————————————————————————– Sir Europa (Italiano) N.ro assoluto : 1 N.ro relativo : 1 Data pubblicazione : 29/04/2005