Quotidiani e periodici internazionali ” “

La stella dello show è stato Papa Benedetto”: questo il titolo scelto da The Catholic Herald (29/04) per un commento di p. Sean Finnegan alle prime liturgie, partendo da quella di intronizzazione, per l’avvio del pontificato di Benedetto XVI. “ Molti di coloro che erano preoccupati per le cose poco caritatevoli che erano state dette su di lui debbono sentirsi rassicurati al vedere i suoi tratti gentili e il suo caldo sorriso nonostante una certa naturale timidezza”. In un altro commento sullo stesso quotidiano, dal titolo “ Il primo incontro, breve ma significativo, di Papa Benedetto con la stampa mondiale”, Peter Jennings annota che “ veramente, appare molto irritante sentire descrivere Papa Benedetto XVI come un ultra-conservatore. Egli non lo è. Semplicemente seguirà la dottrina della Chiesa cattolica“. Il quotidiano italiano Avvenire (05/05) dedica l’editoriale al primo anniversario dell’Europa a 25 Paesi, col titolo “ Avanti nonostante Chirac“. Scrive Luigi Geninazzi: “ Il referendum sul Trattato costituzionale cui verranno chiamati il 29 maggio i francesi, seguiti il 1° giugno dagli olandesi, sarà un test cruciale per l’Unione europea nel suo complesso… troppo arrogante è stato il veto di Parigi e Bruxelles alle richieste di Varsavia e dei nuovi membri. E del tutto incomprensibile ed anti-storico il deciso rifiuto a riconoscere le radici cristiane del continente“. “ Oltre il catastrofismo degli euro-scettici e la retorica degli euro-entusiasti è forse giunta l’epoca dell’euro realismo… L’Europa va avanti, con buona pace di Chirac e del ‘suo’ Trattato europeo“. “ L’onore di un mestiere” è il titolo dell’editoriale di La Croix (03/05) dedicato al tema della libertà di stampa, messa in pericolo in questi ultimi anni da numerosi episodi di uccisione, sequestri, intimidazioni verso i giornalisti in varie parti del mondo. “ Come tutte le libertà – scrive Dominique Quinio -, la libertà di stampa diviene desiderabile tanto più quanto più è minacciata… come tutte le libertà, deve essere protetta“. L’autore passa poi a elencare alcuni dei casi più noti di attacco a tale libertà: “ La libertà di stampa resta un’idea astratta finché non si incarna in persone, destini, volti. Quello di Florence Aubenas, naturalmente, trattenuta in ostaggio da più di 118 giorni, per essere andata tra gli Iracheni per raccontare la loro vita in mezzo alle violenze … per la libertà di stampa ci sono anche i tre giornalisti romeni rapiti a loro volta in Iraq. O Fred Nèrac, scomparso nello stesso Paese … o i 53 giornalisti morti nell’esercizio della loro professione nel 2004 e i 107 imprigionati al 1° gennaio 2005 secondo i rapporti di Reporters sans Frontières”. Quinio conclude poi citando il caso di nove giornalisti in esilio a Parigi che, il 3 maggio, “ sono venuti a rafforzare la redazione de La Croix”. “ Essi, – scrive – con la loro presenza e il loro talento, ci rammentano la necessità e l’onore di questo lavoro“. La Germania e i suoi commentatori si interrogano sulle elezioni in Gran Bretagna. “ Una spada di Damocle pende su Tony Blair alla vigilia delle elezioni della Camera dei Comuni“, scrive Thomas Kielinger su Die Welt (4/5). “ Si potrebbe chiamarla anche la spada di ‘Saddamocle’, poiché ha a che fare con il dittatore iracheno e con la guerra che ha portato alla sua caduta, ma che ha trascinato anche l’Iraq in una infinita serie di sofferenze sanguinose. Il germoglio della democrazia è minacciato da una balla incontrollabile di terroristi internazionali. E anche il futuro di Tony Blair è a rischio. I mandanti degli omicidi non sono riusciti nell’intento di creare un caso ‘Madrid’ in Inghilterra prima delle elezioni: gli occhi e le orecchie del reparto antiterrorismo di Scotland Yard sono ovunque. Ma persino un elettorato sobrio come quello britannico non rimane indifferente a cose di questo genere“. “ C’è un tema che non è stato mai affrontato nella campagna elettorale britannica nelle ultime quattro settimane. Nessuno dei tre grandi partiti ha osato toccare l’Europa“, si legge sulla Frankfurter Rundschau. “ Il fatto che proprio questo tema, uno dei più scottanti per la politica britannica, sia stato bellamente ignorato… deve sembrare singolare al di là delle coste britanniche. Alla fin fine, in Francia, proprio oltre il Canale, si prepara un vero e proprio temporale, le cui potenziali conseguenze per l’Ue sono a malapena prevedibili“. E il settimanale Der Spiegel (2/5) chiosa: “ Secondo i sondaggi Tony Blair e il suo partito possono contare su una terza vittoria consecutiva. Ma l’interesse del pubblico ad una campagna elettorale priva di contenuti è minimo“. ———————————————————————————————————– Sir Europa (Italiano) N.ro assoluto : 1386 N.ro relativo : 35 Data pubblicazione : 06/05/2005