Cattolici e anglicani hanno presentato lunedì 16 maggio a Seattle, negli Stati Uniti un documento dal titolo “Maria: grazia e speranza in Cristo”. Il testo è frutto di 5 anni di lavoro (dal 1999 al 2004) ed è stato realizzato dall'”Arcic”, Commissione internazionale di dialogo tra la Chiesa cattolica e le Chiese della Comunione anglicana. Il testo (disponibile per il momento solo in lingua inglese) è stato presentato dai due co-presidenti dell’Arcic, mons. Alexander J. Brunett, arcivescovo cattolico di Seattle e da Peter F. Carnley, arcivescovo di Perth e primate della Chiesa anglicana di Australia. Elaborato da una commissione composta di 18 membri, il documento di Seattle è il primo dialogo internazionale bilaterale che ha preso come soggetto il ruolo di Maria nella Chiesa. Il documento si suddivide in 80 paragrafi: le prime due sezioni delineano il ruolo di Maria nelle Scritture, nei primi Concili della Chiesa, nei Padri della Chiesa e nei teologi dei primi secoli della cristianità. La convergenza trovata nelle prime due sezioni del testo aiuta ad affrontare nella terza parte del documento le questioni più scottanti, quelle cioè relative ai due dogmi mariani dell’Immacolata Concezione (definito da papa Pio IX nel 1854) e dell’Assunzione di Maria in Cielo (definito da papa Pio XII nel 1950). Nelle conclusioni, anglicani e cattolici fanno una serie di affermazioni comuni nella quali si afferma che “ogni interpretazione del ruolo di Maria non deve oscurare l’unica mediazione di Cristo” e si ribadisce che “è impossibile essere fedeli alla Scrittura senza dare degna attenzione alla persona di Maria”.