In Germania si discute sull’eventuale abolizione della festività di Pentecoste, che comprende alcuni giorni, per spronare l’economia in crisi. L’ipotesi sta suscitando diverse reazioni critiche. Tra queste, quella delle associazioni sociali cattoliche Kkv e Bku che in un comunicato diffuso il 17 maggio hanno ribadito che “le domeniche e le festività sono oggi più necessarie che mai per il riposo mentale e spirituale”. “L’efficienza dell’economia tedesca non dipende certamente dall’abolizione di una festività, come dimostrato dall’esempio della Baviera, in cui si festeggia il maggior numero di festività di tutta la Germania e che presenta tuttavia condizioni economiche migliori rispetto alla media tedesca”. Anche il vescovo di Regensburg, mons. Gerhard Ludwig Müller ha respinto decisamente l’ipotesi. “A chi giova un’abolizione per cui non c’è alcuna necessità economica? Solo a chi pensa al profitto e che vuole massimizzare i propri ricavi. Questo tipo di esigenze sono radicate in un’immagine dell’uomo erronea. Il capitale esiste per le persone, non le persone per il capitale”, ha dichiarato. “Nella nostra diocesi, soltanto al lunedì di Pentecoste diverse migliaia di fedeli hanno partecipato a pellegrinaggi e processioni. Per molte famiglie, il lunedì di Pentecoste è un giorno dedicato a cose da fare insieme e al riposo. Privare una volta di più le persone del tempo libero comune e del tempo per la preghiera sarebbe proprio un segnale sbagliato”, ha ammonito.