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A San Gallo dal 26 al 30 maggio i segretari generali delle 34 ” “conferenze episcopali europee ” “” “
I segretari generali delle 34 Conferenze episcopali d’Europa si incontreranno a San Gallo (Svizzera) dal 26 al 30 maggio. Tra i temi all’ordine del giorno: il ruolo del cristianesimo e delle Chiese in Europa, considerando i recenti eventi legati al papato e le tendenze di fondo a livello economico, socio-politico e antropologico; le questioni bioetiche suscitate dagli sviluppi della ricerca scientifico-medica (dalla ricerca sul cervello, sugli embrioni, sulle cellule staminali, alla questione dell’eutanasia); la collaborazione tra le Conferenze episcopali in Europa in ambiti urgenti come le migrazioni, la società dei mass-media, la responsabilità per il creato, il rapporto con i musulmani in Europa, il rapporto dell’Europa con l’Africa; la Terza Assemblea ecumenica europea nel settembre 2007 a Sibiu in Romania. Parte dei lavori sarà inoltre dedicata ad alcuni particolari eventi dei prossimi mesi: la Giornata mondiale della gioventù (Colonia, 16-21 agosto 2005); la missione cittadina nelle capitali europee (Vienna, Lisbona, Parigi, Bruxelles, Budapest…); le Settimane Sociali dei Cattolici (Lille, 23-26 settembre 2004 e Bologna, 7-10 ottobre 2004) ed il processo di ratifica del Trattato costituzionale Ue. In vista dell’incontro a San Gallo abbiamo rivolto alcune domande a mons. ALDO GIORDANO , segretario del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee). A San Gallo i segretari generali parleranno del ruolo del cristianesimo e delle Chiese in Europa “considerando una serie di eventi tra cui anche il nuovo Pontificato. Che cosa si aspetta l’Europa cristiana dal nuovo Papa? “In 7/8 Paesi europei, la più alta percentuale di morte dei ragazzi e dei giovani è il suicidio. Questo indica che nel nostro continente c’è un bisogno urgente di senso. Penso sia soprattutto questa la domanda che gli europei rivolgono al Papa, anche se spesso in modo inconsapevole e non espresso. È l’attesa di un padre che indichi un cammino di salvezza. Sarebbe anche molto importante che come cristiani europei non corressimo il rischio di imporre la nostra lunga e variegata lista di attese al Papa, ma prendessimo sul serio le attese che il Papa ha nei riguardi nostri e dell’Europa. Per il Papa la questione seria è quella della nostra fede vissuta in Gesù Cristo e la nostra capacità di comunione come fratelli. Questo suo desiderio di dire Cristo all’Europa e di creare famiglia coincide anche col desiderio più profondo dei cristiani europei”. Si discuterà anche della Terza Assemblea ecumenica europea che si svolgerà nel 2007 a Sibiu in Romania. Quali sono le difficoltà che si incontrano alla sua preparazione e quali i presupposti per il successo? Che cosa ci si aspetta? “La difficoltà di fondo nasce dalla situazione ecumenica attuale. In questi decenni si sono fatti passi storici nel cammino di riconciliazione tra i cristiani, ma ora non sembra chiaro come procedere e dove sia la meta raggiungibile. C’è un certo spirito di rassegnazione e alcuni si domandano: a cosa può servire una nuova assemblea ecumenica? Perché impegnare forze e finanze? Tutte le Chiese si lasceranno coinvolgere nel processo? Come rendere il popolo dei credenti protagonista di questo evento? Come non suscitare false speranze? Davanti a queste domande stiamo pensando ad un’assemblea che punti in alto e cerchi di riprendere il cammino ecumenico ripensando ogni passo con la luce di Cristo. Inoltre non pensiamo ad un unico evento, ma ad un vero processo-pellegrinaggio a tappe che possa coinvolgere il popolo e aiutare a scoprire le radici cristiane dell’Europa. Vorremo creare una rete europea capace di raccogliere la ricchezza delle esperienze che lo Spirito ha suscitato. Chiediamo con insistenza ad ogni comunità di pregare perché questa assemblea diventi un grande evento spirituale. Scopriremo lungo il cammino cosa è quest’assemblea”. Sarà dato spazio anche alle delicate questioni bioetiche che rimandano ai temi della vita, dell’aborto, dell’eutanasia, sui quali però le Chiese sono divise. Quanto pesa le divisione dei cristiani a livello europeo? E quale margine di convergenza tra le diverse Chiese è possibile? “È vero che come Chiese oggi siamo più divisi su questi temi etiche, piuttosto che su questioni tipicamente dogmatiche. In genere su queste tematiche c’è un consenso tra Chiesa Cattolica e Chiese ortodosse, mentre ci sono più distanze con le Chiese e comunità della riforma. Un capitolo nuovo è costituito dalle comunità pentecostali ed evangelicali che su temi come aborto, eutanasia e embrioni, si sentono spesso in sintonia con cattolici ed ortodossi. Dobbiamo riconoscere che non siamo ancora stati capaci di realizzare insieme una riflessione lunga e profonda in modo da raggiungere posizioni comuni. Un urgente compito ci sta davanti. Sempre più, constato che le istituzioni politiche proprio su questi temi attendono la voce della Chiesa e che le questioni sono sempre più urgenti e decisive per il futuro dell’uomo stesso”.