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Ha vinto il buon senso ” “

Legge sulla procreazione medicalmente assistita: bocciato il referendum ” “” “

“Sono rimasto positivamente colpito dalla maturità del popolo italiano”. Così il card. CAMILLO RUINI, presidente della Cei (Conferenza episcopale italiana), commentando il 13 giugno il fallimento del referendum, volto ad abrogare alcune norme della legge sulla procreazione medicalmente assistita, che si è tenuto in Italia il 12 e 13 giugno. Con un’affluenza alle urne pari al 25,9% degli elettori, non è stato raggiunto il quorum previsto (50% più 1 degli elettori) per la validità della consultazione referendaria, e di conseguenza la legge che regolamenta la fecondazione artificiale, approvata nel febbraio 2004, rimane invariata. “È stato un risultato forse al di là delle previsioni – ha proseguito il card. Ruini riferendosi all’altissimo tasso di astensioni (74,1%) -. Ma non mi sento un vincitore. Mi sento una persona e un vescovo che ha cercato di fare il proprio dovere e che ha dato voce alla propria coscienza di credente, di uomo e di cittadino”. “Noi non abbiamo combattuto contro nessuno – ha concluso -. Semmai siamo impegnati a favore dell’uomo”. BENEDETTO XVI. Nei mesi che hanno preceduto il referendum, il presidente Cei e la Chiesa cattolica italiana, le associazioni e i movimenti, oltre a diversi esponenti del mondo culturale e politico dichiaratisi “non credenti”, ma convinti che il provvedimento non dovesse subire modifiche peggiorative, sono stati in prima linea nella difesa di una legge che pur non corrispondendo “all’insegnamento etico della Chiesa”, secondo l’opinione espressa dal card. Ruini nello scorso gennaio, aveva “comunque il merito di salvaguardare alcuni principi e criteri essenziali” in una materia in cui è in gioco la dignità “della vita e della persona umana”. Lo scorso 30 maggio, in occasione dell’assemblea generale della Cei BENEDETTO XVI ha dichiarato la sua vicinanza “con la parola e con la preghiera” ai vescovi italiani “impegnati a illuminare e motivare le scelte dei cattolici e di tutti i cittadini in merito alla legge sulla procreazione assistita”. ASTENSIONISMO CONSAPEVOLE. A sostegno della scelta astensionistica, prevista dalla Costituzione italiana in materia di referendum, si è costituito nei mesi scorsi un Comitato, denominato “Scienza & Vita”, formato da autorevoli personalità del mondo culturale, scientifico, professionale e politico e associativo, credenti e non credenti, che hanno sottoscritto un “Manifesto” a difesa della vita umana e a favore della scelta del “non voto” per un astensionismo consapevole, lucido e argomentato. Chiedendo l’abrogazione di alcune parti del provvedimento, il referendum si proponeva, in sintesi, di eliminare il riferimento ai diritti del concepito non più equiparato agli altri soggetti coinvolti nella procedura; di ammettere la ricerca e la sperimentazione sugli embrioni, la loro clonazione e crioconservazione; di ripristinare la fecondazione eterologa, ossia l’utilizzo di gameti estranei alla coppia. CHIESA ITALIANA. Per l’arcivescovo di Genova, card. TARCISIO BERTONE, “ancora una volta la Chiesa ha saputo interpretare perfettamente la coscienza popolare e riproporre valori largamente condivisi e tra questi soprattutto la difesa della vita nascente”. Secondo mons. COSMO FRANCESCO RUPPI, arcivescovo di Lecce, “il popolo italiano ha dimostrato più saggezza di quanti non immaginassero” e “l’unità del mondo cattolico conferma che il cattolicesimo non può essere messo ai margini della vita pubblica”. “La maggioranza di coloro che hanno diritto al voto non desidera un cambiamento della legge – ha osservato il vescovo di Bolzano-Bressanone, mons. WILHELM E.EGGER -. Per la comunità dei credenti si impone ora il compito di promuovere il rispetto per la dignità della vita e della persona”. “Hanno vinto i valori della vita”: per mons. PIETRO BROLLO, arcivescovo di Udine, il mancato raggiungimento del quorum ha dato voce alla “volontà popolare” che ha indicato che “non si può mettere ai voti il valore della vita umana”. ASSOCIAZIONI E MOVIMENTI. “La consultazione referendaria ha dato voce alla volontà popolare: non è con il referendum, che si può decidere della vita umana” commenta l’ AZIONE CATTOLICA ITALIANA impegnata con tutte le associazioni cattoliche in una capillare opera di informazione formazione sul tema del referendum. Per la COMUNITA’ DI SANT’EGIDIO “non è la vittoria dei cattolici, ma è la vittoria del buon senso”. Il RINNOVAMENTO nELLO SPIRITO santo ritiene che il risultato del referendum è stato “prefigurato nei giorni di grande impegno e sensibilizzazione” che ha coinvolto “decine di migliaia di persone”. Le ACLI chiedono “che la legge sia sperimentata per un congruo periodo di tempo sicché si possa valutarne con onestà e scrupolosità l’efficacia e si possano eventualmente correggere i limiti”. Fondamentale infine l’impegno dei media cattolici (Avvenire, Sat2000, Sir, Famiglia Cristiana…) e tra questi dei 150 settimanali cattolici locali (900.000 copie) aderenti alla FISC che hanno costantemente offerto servizi di approfondimento.