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Senza cadere nella "rete" ” “

Webmaster a Roma per il decimo anno di attività dell’Ecic ” “” “

“Internet e la Chiesa cattolica in Europa”, “Internet e minori” e “La Chiesa nella società digitale” sono stati questi i temi trattati dal 6 al 12 giugno a Roma nel corso dei lavori di tre eventi organizzati congiuntamente dall’associazione dei webmaster cattolici italiani (WeCa), dalla Conferenza episcopale italiana e dal Consiglio delle conferenze episcopali europee (Ccee) allo scopo di promuovere il confronto sulla religiosità in rete. Erano presenti oltre 40 tra esperti del settore e webmaster provenienti da diverse chiese europee, Finlandia, Inghilterra, Islanda, Danimarca, Transilvania, Germania, Grecia e Romania. La settimana è stata anche l’occasione per celebrare il decimo anno di attività dell’Ecic, la European Christian Internet Conference che vedrà la prossima convocazione a Londra nel 2006. DESIDERIO DI COMUNICARE. “Internet è una palestra per gli operatori del settore per comprendere il desiderio stesso degli uomini di comunicare” e come ogni strumento comunicativo “diventa un dono per la Chiesa chiamata ad annunciare il Vangelo”. Così mons. Amédée Grab, presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee), ha salutato i partecipanti all’incontro romano. Tuttavia, ha rimarcato mons. Grab, “una grande parte della popolazione mondiale non possiede ancora il privilegio di connettersi alla rete. Anche in Europa, specialmente in alcuni Paesi dell’Est internet non è fruibile ancora da molti, specialmente dai giovani. Per questo motivo la Chiesa deve aiutare a rendere questo strumento accessibile a tutti”. Sulla necessità di un dialogo della Chiesa con i media si è soffermato mons. John Patrick Foley, presidente del Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali per il quale “la Chiesa riconosce il grande contributo che i media hanno dato al progresso dell’umanità”: di qui il “dovere”, per la comunità ecclesiale, di “ritrovare un nuovo slancio” in questo ambito, grazie ad una “opportuna formazione degli operatori dei media affinché le enormi capacità degli strumenti vengano affiancate dalla maturazione di persone capaci di armonizzare la propria fede con i linguaggi della moderna comunicazione, per raggiungere tutta l’umanità, unificata in un villaggio globale”. UN POTENTE STRUMENTO. “La rete internet è un ambiente, una proposta per la vita, un nuovo sistema mentale che sta creando una nuova coscienza formandone una collettiva del tutto nuova”. È il parere di Josè M. Pérez Tornero dell’Università di Barcellona, esperto e studioso di comunicazione, nel suo intervento alla conferenza dell’Ecic. “Il valore della Rete deriva – ha detto – da tre fonti: la tecnologia, la globalizzazione comunicativa e la razionalità economica e del mercato. Internet non è solo un nuovo mezzo. Quando entra nelle nostre vite, non guadagniamo uno strumento che può assolvere ad alcuni compiti ma accettiamo anche un mutamento di sensibilità e di valori. Internet è un potente strumento di cambio sociale e mentale”. Sul piano della comunicazione internet propone anche uno “stile diverso” ovvero “una comunicazione più aperta e partecipativa, meno centralizzata e senza gerarchie, più democratica e dialogica”. Tuttavia, ha rimarcato l’esperto, “abbiamo perso la capacità simbolica del nostro linguaggio, e i sistemi multimediali creano nuovi contesti virtuali che cominciano a dominare la nostra vita personale e sociale”. Ne deriva una ‘privacy’ a rischio, con “la persona vulnerabile e soggetta a manipolazioni” specialmente i più piccoli: “internet riesce a catturare bambini e giovani e condurli verso una vuota esistenza, spingendoli a conversazioni senza senso e giochi aggressivi”. In questo caso, ha concluso, “il ruolo della famiglia e dei genitori è fondamentale”. ESSERE SIGNIFICATIVI. “Annunciare il Vangelo è anche vedere il positivo e le occasioni che questo nostro tempo propone. Cerchiamo di capire il ‘positivo possibile’ nel mondo odierno sotto l’effetto delle nuove tecnologie”. L’invito è del direttore nonché uno dei fondatori di Avex alliance, un centro per la ricerca e l’espressione audiovisuale della fede, padre Pierre Babin, per il quale “la cosa che più meraviglia della rete è la velocità, la simultaneità, quasi un prolungamento sensoriale del corpo che può essere così presente e coinvolto in luoghi fisicamente lontani e passare dall’uno all’altro in pochi secondi. Questo significa essere presenti e compromessi con il mondo ed è in questo modo che potremo essere davvero significativi”. Tutto diventa ‘segno’, comunicazione, “la liturgia, il canto, la contemplazione, l’ascolto della Parola”. ALCUNE ESPERIENZE. www.kirche-entdecken.de è il sito web promosso da una chiesa luterana ad Hannover. Una vera chiesa elettronica creata per attirare i bambini. Diverse finestre che aprono ad ambienti come la sacrestia, gli uffici, le cappelle e mostrano l’interno della Chiesa. “Si tratta di un modo per coinvolgere i ragazzi ed avvicinarli al mondo della fede – dice Johannes Neukirch il webmaster evangelico luterano che ha seguito il progetto – attraverso suoni ed immagini che diventano esperienza sensoriale”. Diverso, invece, il progetto cui sta lavorando Radu Capan, webmaster della Chiesa cattolica rumena: realizzare una rete intranet per sviluppare collegamento sempre più stretti tra le diocesi. Curiosa l’esperienza di Marja Pesonen, esperta di pedagogia della Chiesa luterana evangelica di Finlandia, che prendendo spunto dal linguaggio delle icone (cfr.www.elearningeuropa.info), intende usare l’e-learning come un processo di cambiamento di vita globale piuttosto che come strumento di apprendimento. ———————————————————————————————————– Sir Europa (Italiano) N.ro assoluto : 1396 N.ro relativo : 45 Data pubblicazione : 15/06/2005