Settimana dedicata all’asilo politico dalla Chiesa cattolica di Inghilterra e Galles quella dal 20 al 25 giugno. In un comunicato pubblicato in questa occasione il vescovo Patrick O’Donoghue ricorda che “Il fatto che il mondo abbia ancora bisogno di un Commissario delle Nazioni unite per i rifugiati politici serve a ricordarci il continuo fallimento della comunità internazionale nella prevenzione della violenza, della persecuzione, della povertà e delle altre cause di conflitto e dislocamento”. Per mons. O’Donoghue “l’Alto Commissariato per i rifugiati politici delle Nazioni Unite ci spiega che la popolazione mondiale dei rifugiati politici continua a diminuire, ma permangono delle situazioni di rifugio politico, mentre la gente continua ad abbandonare le loro case in Paesi come il Sudan, la Repubblica democratica del Congo, il Myanmar, l’Iraq e l’Uzbekistan. È chiaro che il problema della migrazione forzata non è scomparso e rimarrà una delle preoccupazioni maggiori della comunità internazionale nel ventunesimo secolo”. Nel Regno Unito le domande di cittadinanza sono diminuite dell’8% e hanno raggiunto la cifra di 135.000 a paragone di un aumento del 28% nel 2003. Ci sono stati 8260 rifugiati politici nel primo trimestre del 2005 paragonati col primo trimestre del 2004, un calo del 18%. Gli immigranti con cittadinanza sono stati 700.000, il 70% provenienti dall’Africa, dal continente indiano e dall’Asia.