asilo e migrazioni" "
“L’asilo è diritto umano”. È questo il motto del 2005 per il sabato e la domenica del rifugiato che in Svizzera si celebra il prossimo 18 e 19 giugno. “Un motto che scalda gli animi”, scrivono in un messaggio, diffuso per l’occasione, il parroco Thomas Wipf, presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche della Svizzera, Fritz-René Müller, vescovo della Chiesa cattolica cristiana della Svizzera, mons. Amédée Grab, presidente della Conferenza episcopale svizzera e Alfred Donath della Federazione delle Comunità israelitiche. “L’articolo 14 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo si legge nel testo – specifica che ogni individuo ha il diritto di cercare e di godere asilo. Ma il fatto che l’asilo venga concesso dipende dai motivi addotti e dalla politica di asilo di un Paese”. In Svizzera, spiegano i firmatari del messaggio, “i rifugiati riconosciuti e quelli accolti provvisoriamente costituiscono il 62% di tutte le persone che richiedono asilo. Che diritti hanno però le persone che nella loro disperazione chiedono l’ammissione in Svizzera? Non molti. Incontestato è però il loro diritto a una procedura equa. In altre parole, gli uomini e le donne che chiedono asilo in Svizzera hanno il diritto di essere ascoltati senza essere già condannati come criminali o parassiti”. “La Comunità ebraica e le Chiese cristiane vedono l’uomo al centro della creazione. Perciò è nostro compito fondamentale fare in modo che gli uomini e le donne che fuggono da noi in Svizzera vengano trattati con la dignità dovuta a un essere umano. Il che non vuol dire che noi chiudiamo gli occhi davanti alle sfide costituite dai flussi migratori. “Dobbiamo però impegnarci, affinché le procedure siano eque e gli alloggi dignitosi. E uno dei nostri compiti è impegnarci affinché le domande siano esaminate coscienziosamente e le decisioni in materia di asilo rispettino i principi umanitari. Il diritto d’asilo concludono – rappresenta un obbligo per noi: un obbligo per noi come Stato, come Chiese e Comunità religiose, ma in particolare anche come uomini e donne. Ognuno ha il diritto di essere trattato come essere umano, ovunque nel mondo”.