Per un allargamento negli Stati dell’Europa centrale ed orientale, nonostante l’attuale crisi dell’Ue si è pronunciato il card. Karl Lehmann, presidente della conferenza episcopale tedesca, il 16 giugno in un’intervista con l’agenzia di stampa cattolica tedesca Kna. Sugli esiti negativi dei referendum di ratifica della Costituzione europea in Francia e in Olanda, Lehmann ha sottolineato che molti cittadini “hanno votato ‘no’ per motivi di politica interna, piuttosto che di politica europea”, riconoscendo tuttavia che “i referendum mostrano che la gente vuole essere informata meglio e partecipare maggiormente circa gli sviluppi e le conseguenze della politica europea”: esigenze cui “i politici, negli anni passati, non hanno risposto a sufficienza”. Secondo Lehmann, “ora è importante trovare soluzioni, come la tutela dei diritti fondamentali, la capacità funzionale di un’Unione europea allargata”. Il cardinale individua la necessità per il mondo politico europeo di orientarsi più coerentemente ai cittadini e segnatamente: “In Europa abbiamo bisogno di una nuova cultura della sussidiarietà”. Sul processo di allargamento, il presidente della conferenza episcopale si riallaccia alle dichiarazioni di Giovanni Paolo II definendo “la strada giusta” l’allargamento Ue al centro e ad est dell’Europa: per quanto riguarda l’ammissione della Turchia nell’Ue, Lehmann osserva: “Finché la Turchia non osserverà la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione eEuropea, non ci si potrà accordare su un ingresso della Turchia”, Paese che, secondo il cardinale “deve compiere ancora alcuni sforzi nel campo del riconoscimento concreto della libertà di religione” e della “netta separazione” tra “religione e politica, Stato e comunità religiosa”.