unione europea" "
Juncker e Blair: due "europeisti appassionati",con differenti prospettive ” “” “
Forse anche per merito dei duellanti Chirac e Blair, il dibattito sul futuro dell’Unione sta prendendo quota. Soprattutto ai leader di Francia e Regno Unito era stato imputato il fallimento del summit del 16 e 17 giugno, in cui i 25 avevano deciso di allungare i tempi per la ratifica della Costituzione, rimandando inoltre ogni decisione sulle Prospettive finanziarie dei prossimi anni. D’altro canto il Parlamento Ue ha tributato ampi consensi, durante la sessione del 22 e 23 giugno, sia al presidente uscente del Consiglio europeo, il lussemburghese Juncker, che allo stesso Blair. Entrambi hanno parlato della “necessità di sfruttare questa pausa di riflessione” per rilanciare il cammino di integrazione, benché le strategie proposte non siano coincidenti. DIFENDERE IL MODELLO SOCIALE EUROPEO. Dinanzi all’emiciclo di Bruxelles, il premier lussemburghese JEAN-CLAUDE JUNCKER, presidente uscente del Consiglio dell’Unione, ha auspicato la realizzazione di “una Unione europea competitiva, forte e solidale”. Tracciando un bilancio del semestre che si chiuderà il 30 giugno, Juncker ha riepilogato i principali avvenimenti continentali, l’impegno solidale dei 25 nella vicenda dello tsunami, i rapporti con gli Stati Uniti e il caso-Iraq, la revisione della Strategia di Lisbona e del Patto di stabilità. Non è mancato il rammarico per il fallito vertice della scorsa settimana, con lo “slittamento” delle ratifiche della Costituzione e il mancato accordo sul bilancio pluriennale, a proposito del quale Juncker ha indicato le responsabilità di alcuni paesi, in primo luogo la Gran Bretagna. Secondo Juncker “in questa fase occorre un’Europa politica, oppure l’Unione andrà alla deriva”; egli ha quindi ribadito la necessità di non anteporre gli interessi nazionali a quelli comuni, di difendere il modello sociale europeo e di proseguire, pur con le dovute precauzioni, sul versante dell’allargamento. BLAIR: “TRASFORMARE L’UNIONE PER SALVARLA”. “Sono un appassionato pro europeo”: il premier TONY BLAIR ha esordito con una dichiarazione europeista intervenendo nella sede brussellese dell’Europarlamento. Il leader inglese assumerà la guida semestrale di turno del Consiglio dell’Unione il prossimo 1° luglio ed era quindi chiamato ad esporre all’Assemblea il programma della presidenza. “Questa – ha spiegato Blair – è una unione di valori, di solidarietà tra le nazioni e i popoli, non solo un mercato unico”. E ancora: “Credo in un’Europa come progetto politico, con una forte dimensione sociale. Non accetterei mai un’Europa che fosse semplicemente un mercato economico”. L’oratore, più volte interrotto dagli applausi e da poche contestazioni, ha quindi risposto alle critiche giuntegli nei giorni scorsi di essere stato l’autore principale del fallimento del vertice della scorsa settimana: “Non è tempo – ha affermato – di accusare di tradimento chi vuole cambiare l’Ue, ma di accettare il fatto che solo attraverso il cambiamento essa possa rafforzarsi e diventare più importante per i cittadini”. BUDGET E POLITICA AGRICOLA SOTTO OSSERVAZIONE. Il capo del governo di Londra, specificando alcuni punti del suo programma, ha aggiunto: “Sotto la nostra presidenza cercheremo di produrre un accordo sul bilancio e di risolvere alcuni dei dossier più difficili, come la direttiva dei servizi e quella sull’orario di lavoro”. Blair ha insistito sul “rilancio della Strategia di Lisbona”, sull’avvio di “una riflessione che giunga a rendere il budget comunitario più snello, garantendo ai cittadini che spendiamo bene i soldi”. Anche la Pac “va posta in discussione: io non voglio cambiarla da un giorno all’altro, ma certo ha bisogno di essere ripensata, come il resto del bilancio”. “Tenteremo inoltre di rispondere agli obblighi dell’Unione nei confronti di Turchia e Croazia e di condurre il dibattito sul futuro dell’Europa in un modo aperto e inclusivo”. Il premier inglese ha sottolineato che “sulla Costituzione c’è la tendenza ad insistere sui problemi istituzionali, mentre oggi abbiamo di fronte grandi questioni e problemi soprattutto politici. Io vedo il dibattito che si è aperto sulle ratifiche della Costituzione come un’opportunità per rafforzare l’Ue, così da renderla sempre più vicina e al servizio dei cittadini europei. Parliamo di posti di lavoro, di sicurezza, di immigrazione; sono queste le sfide che dobbiamo affrontare. Se otterremo risultati positivi per la gente, allora essa ci seguirà e farà propria la sfida dell’integrazione europea”. PER BORRELL “DIBATTITO STORICO IN PARLAMENTO”. Il presidente dell’Europarlamento, lo spagnolo JOSEP BORRELL, sintetizza così la fase di discussione che emerge nelle sedi comunitarie. “Siamo stati testimoni di un dibattito storico. Juncker e Blair, due personalità così diverse, si sono dichiarati europeisti appassionati e in questo coincidono con il Parlamento”. “Il premier Tony Blair aggiunge Borrell ha detto di voler modernizzare l’Europa; di credere necessaria una riforma della Politica agricola comune, senza stravolgerla da un giorno all’altro; durante il Consiglio aveva anche sostenuto il Trattato costituzionale. Sono certo che nel semestre di presidenza inglese passeremo dalle parole ai fatti”.