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Minoranza viva e giovane ” “

Alla Gmg di Colonia saranno presenti anche 60 ragazzi turchi ” “” “

Saranno 60 i giovani che dalla Turchia si muoveranno alla volta di Colonia per partecipare alla prossima Giornata mondiale della Gioventù (15-21 agosto). Vengono da Mersin e Izmir e hanno un’età compresa tra 16 e 25 anni. Sono tutti parrocchiani anche se dovrebbero esserci alcuni altri giovani del cammino neocatecumenale che andranno in Germania con il loro movimento. Rappresentanti di quella ancora più esigua minoranza cattolica che abita nel Paese, in totale i cristiani sono meno dell’1%, questi giovani porteranno in Germania tutta la vitalità e le difficoltà della loro Chiesa, come racconta al Sir suor Columba Blumenthal , che con il vicario apostolico dell’Anatolia, mons. Luigi Padovese, sta organizzando il viaggio a Colonia. “Non abbiamo i mezzi di altre Chiese ma porteremo ugualmente la nostra testimonianza a Colonia dove speriamo di incontrare moltissimi giovani di ogni parte del mondo”. Come vi state preparando a questo evento? “Non si può parlare di una preparazione specifica o particolare. Abbiamo provveduto a tradurre il messaggio per la Giornata scritto da Giovanni Paolo II, poi distribuito in tutte le parrocchie e chiese. Adesso che le scuole sono chiuse per i giovani che parteciperanno alla Gmg prevediamo un paio di incontri di preparazione che ci serviranno a conoscerci un po’ di più. In totale i partecipanti saranno 60. Ci muoveremo in aereo. La partecipazione è stata resa possibile anche dall’aiuto economico proveniente dalla Chiesa di Roma”. A fianco dei giovani che si recheranno in Germania ce ne saranno molti altri che resteranno in Turchia. Per loro state pensando a qualche iniziativa particolare? “Non direttamente. Verrà loro proposto un normale calendario di eventi promossi all’interno delle chiese locali, parrocchie, diocesi o anche dai movimenti ecclesiali presenti. Sembra poco ma non lo è”. Cosa significa? “Che per capire la situazione della chiesa turca non dobbiamo dimenticare che noi cattolici siamo una minoranza all’interno della minoranza cristiana. Le grandi distanze che separano le nostre chiese locali spesso ci rendono impossibile incontri che vorremmo fossero più frequenti. E mi riferisco in particolare alle attività rivolte ai giovani quasi sempre relegate ai fine settimana, liberi da impegni di studio o di lavoro”. La parola ai giovani: “Pronti a partire!” Chi legge la Bibbia, chi medita sul tema della Giornata, chi entra in contatto con partecipanti alle Gmg di Roma e Toronto, chi legge il Messaggio del Papa. Secondo suor Blumenthal, “ai giovani turchi che andranno a Colonia non mancano le motivazioni per vivere a fondo quello che definiscono l’evento giovanile più importante della Chiesa universale”. Tuttavia, riconosce la religiosa, “c’è pure chi confessa di “non saperne molto di questa iniziativa” anche se poi si dice “disposto a farsi trascinare dentro”. Tutti si aspettano di “trovare amici con cui mettere in comune esperienze e preghiera per scoprirsi ‘figli’ dello stesso Padre” e quindi fratelli”. “Ho voglia di comunione con gli altri giovani del mondo e spero di vedere una Chiesa giovane e piena di fede” ripetono spesso. Sono giovani motivati che “vogliono confrontarsi con nuove idee, fatti ed esperienze. Incontrare persone diverse e pregare con loro ci fa sentire più vicini a Dio”. “Conoscerci – dicono – ci permette di parlare dei nostri problemi, di aiutarci vicendevolmente, di compiere sforzi perché il mondo sia più unito”. Viaggeranno carichi di speranza ma anche di dubbi e problemi. “Viviamo in un Paese islamico ed essere una minoranza non aiuta. Dobbiamo essere uniti, lavorare insieme per essere saldi nella nostra fede. Questo è il problema più grande”. A cui si aggiunge quello di “parrocchie non troppo organizzate per i giovani e liturgie senza vita e musica. Mancano momenti di incontro e di aggregazione con altre parrocchie”. Situazioni che per essere risolte richiedono tempo e anche pazienza. Ma “nulla è impossibile se camminiamo verso Cristo”. Tra i motivi che spingono i giovani turchi a Colonia c’è la curiosità di conoscere Benedetto XVI, “un pontefice molto diverso da Giovanni Paolo II”, e la voglia di “testimoniargli tutta la fede della Chiesa che è in Turchia”. “A Colonia il Papa abbraccerà tutta l’umanità e tramite noi – conclude suor Blumenthal – anche il nostro Paese. I giovani lo amano già anche per il suo impegno, più volte dichiarato di compiere gesti concreti per l’unità dei cristiani e per il dialogo tra le religioni. Siamo felici di poterlo incontrare e contribuire con lui alla pace nel mondo”.