“Non pretendiamo che tutti studino religione ma che tutti siano formati secondo le proprie convinzioni”: lo ribadiscono i vescovi spagnoli, in un comunicato reso noto il 23 giugno, nel quale si annuncia la costituzione di una Commissione mista Chiesa-Stato per discutere sulle questioni che riguardano l’insegnamento della religione nelle scuole. Durante l’incontro avvenuto a Madrid i rappresentanti dei vescovi hanno espresso le loro “preoccupazioni” per l’educazione spagnola in generale, “per le concrete difficoltà che nascono dalla bozza di legge organica sull’educazione” in particolare. I vescovi ricordano che “la Costituzione obbliga lo Stato a garantire il diritto dei genitori alla formazione religiosa secondo le proprie convinzioni”: “essendo la formazione religiosa e morale un diritto fondamentale sottolineano crediamo che sia basilare per la formazione degli alunni e per una formazione integrale. Di conseguenza, non può essere svalutata, ma deve figurare al pari delle altre materie di insegnamento”. In pratica, precisano, “affinché questa materia venga insegnata con le garanzie minime, deve essere equiparata alle discipline fondamentali, secondo quanto stabilito dall’Accordo internazionale tra Stato spagnolo e Santa Sede, ossia essere impartita alle stesse condizioni accademiche e didattiche delle altre aree tematiche”. Questo implica che “le autorità accademiche adottino i mezzi opportuni per far sì che ricevere o non ricevere l’insegnamento della religione non presupponga discriminazioni nell’attività scolastica”.