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In Europa 2 milioni di tossicodipendenti: piano d’azione Ue ” “” “
Il Consiglio dei Ministri Ue ha adottato il 27 Giugno il “Piano d’azione dell’Unione europea in materia di lotta contro la droga (2005-2008)”, primo strumento della “Strategia anti-droga dell’Ue (2005-2012)” – approvata nel dicembre scorso – che fissa quadro ed obiettivi all’interno delle quattro priorità seguenti: riduzione della domanda; riduzione dell’offerta; cooperazione internazionale; ricerca, informazione e valutazione. 100 AZIONI PER 4 ANNI. Il Piano d’azione vale per il periodo 2005-2008 ed è “un punto di riferimento per tutte le parti interessate”: strutture pubbliche e private, operatori sanitari, comunità, agenzie educative. “Il Piano comprende più di 100 azioni, ne ripartisce le responsabilità e ne programma l’attuazione”: alla Commissione è affidato il compito di vigilare sull’attuazione del Piano, che avrà inoltre la stretta collaborazione dell’Osservatorio europeo delle droghe e di Europol. Ad ogni obiettivo corrispondono una serie di azioni. In particolare, nel tentativo di porre un freno al commercio internazionale di stupefacenti, il Piano prevede la “integrazione sistematica della politica in materia di droga nelle relazioni e negli accordi con i Paesi terzi interessati”; inoltre, per contribuire al problema dei detenuti tossicomani e del sovraffollamento delle carceri, l’Unione invita le Autorità nazionali competenti a “sviluppare ulteriormente alternative alla reclusione per i tossicodipendenti e servizi specializzati in materia di droga per i detenuti”. Azioni specifiche sono previste anche per quanto concerne il coordinamento internazionale e l’assistenza ai Paesi interessati dal fenomeno; la prevenzione (anche nelle scuole e con l’uso di Internet); il miglioramento dei servizi di trattamento e riabilitazione; la lotta alle droghe sintetiche; il contrasto del riciclaggio dei proventi illeciti, dei rapporti tra traffico di droga e terrorismo internazionale e la confisca dei beni dei narcotrafficanti; la ricerca scientifica; il rafforzamento delle misure attualmente già in atto per prevenire la diffusione delle malattie trasmissibili per via ematica. UN APPROCCIO MULTIDISCIPLINARE. “L’Unione ha scelto il modo più efficace per combattere il fenomeno della droga: un approccio globale e multidisciplinare che affronta la questione sotto ogni angolazione: riduzione della domanda, lotta contro il traffico illecito e azione a livello internazionale”. Così Franco Frattini, vicepresidente della Commissione di Bruxelles e responsabile dei settori giustizia, libertà e sicurezza, ha commentato il “Piano d’azione” adottato dal Consiglio Ue sulla base di un lavoro preparatorio in atto da mesi. “L’equilibrio fra tutela della salute e misure di contrasto raggiunto nel Piano d’azione mostra secondo Frattini – che possiamo salvaguardare i diritti fondamentali e al tempo stesso rafforzare la sicurezza dei cittadini”. Secondo i dati del dossier-droga, il fenomeno resta molto diffuso in tutti i Paesi dell’Unione, pur con situazioni differenziate da Stato a Stato. “Nell’Unione vi sono 2 milioni di utilizzatori di droghe a rischio. Il consumo, in particolare fra i giovani, è a livelli storicamente alti”. In crescita anche l’incidenza di Hiv e Aids fra i tossicodipendenti. Caritas Europa, forum su migrazioni e sviluppo “Migliorare le conoscenze sulle relazioni tra migrazioni e sviluppo”: questo è lo scopo del 4° Forum sulle migrazioni promosso da Caritas Europa, che si svolgerà dal 30 giugno al 2 luglio a Bad Honnef, in Germania, con delegati provenienti da oltre 30 Paesi europei. Il tema di quest’anno, “Migranti come cittadini attivi e agenti di cambiamento Collegare la dimensione interna ed esterna delle migrazioni e dello sviluppo”, vuole appunto approfondire il legame tra i due aspetti. “Vorremmo promuovere il coordinamento tra i diversi progetti delle Caritas in entrambi i campi spiega Martina Liebsch, presidente della Commissioni per le migrazioni di Caritas Europa ed approfondire l’impatto dei progetti di sviluppo sulle migrazioni e viceversa”. Sette gruppi di lavoro valuteranno rischi e opportunità per migranti e rifugiati nelle società di invio e di accoglienza, nel tentativo di rispondere alle domande: “Può lo sviluppo diventare uno strumento per prevenire le migrazioni forzate?”; inoltre, “le persone che tornano sono agenti di cambiamento o una sfida sociale?”. Durante l’incontro saranno scambiate informazioni, esperienze e buone prassi su temi quali le migrazioni irregolari, il traffico di esseri umani e le migrazioni economiche. Con il Forum sulle migrazioni, conclude Caritas Europa, “speriamo di raggiungere l’obiettivo finale di assicurare trattamenti dignitosi ai migranti e ai rifugiati in Europa e nel mondo”. Caritas Europa, con sede a Bruxelles, è stata creata nel 1971 e riunisce 48 organizzazioni nazionali attive in 44 Paesi europei.