Appello delle chiese cristiane al G8″ “

Anche le chiese cristiane di Stati Uniti e Inghilterra hanno chiesto ai leader del G8 una “azione decisiva e un impegno fermo” a sradicare la povertà nel mondo. E’ successo a Londra nel corso di un Forum internazionale che si è svolto al Lambeth Palace, ospite dell’arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams. Al Forum – promosso dall’organismo ecumenico “Churches Together in Britain e Ireland” – hanno partecipato delegazioni delle Chiese cristiane degli Stati Uniti e di Inghilterra. Per i cattolici, era presente mons. Henry Docherty, segretario generale della conferenza episcopale inglese. “Non c’è posto per l’apatia – si legge nel testo dell’appello – in un mondo in cui 30 mila bambini, ogni giorno, muoiono a causa delle condizioni di povertà”. “Noi crediamo che Dio giudicherà le nazioni sulla base di quanto esse fanno per i più poveri”. Il comunicato rivolge pertanto un pressante appello al presidente degli Stati Uniti, George Bush, al premier britannico, Tony Blair e agli altri leader del G8 perchè mettano in atto una “leadership più coraggiosa” così da “individuare le risorse e i cambiamenti strutturali necessari per sradicare la povertà”. “Per la prima volta nella storia – si legge nell’appello – l’umanità ha in possesso tutte le informazioni, la conoscenza e la tecnologia per mettere la parola fine alla povertà. Ciò che manca è la volontà politica e morale”. I leader cristiani hanno quindi tracciato una sorta di Agenda per i leader del G8 sottolineando gli impegni concreti da prendere: cancellazione del debito multilaterale di tutti i paesi più poveri del mondo, incremento della “quantità e qualità dell’aiuto”, riforma delle regole di commercio internazionale prevedendo un rafforzamento e un trattamento differenziato per i paesi poveri.