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La manifestazione pacifica dei cattolici britannici alla vigilia del G8 ” “” “
“Andare ad Edinburgo è stata una esperienza meravigliosa. Ho partecipato come persona, non come giornalista, vi sono andata con il gruppo della mia parrocchia ‘Our Lady Help of Christians’, (Nostra Signora aiuto dei cristiani), di Kentish Town, nord di Londra”. A parlare è Josephine Siedlecka , direttrice dell’agenzia di notizie cattoliche “Independent Catholic News”, (Notizie cattoliche indipendenti) per la quale la marcia Londra-Edinburgo promossa lo scorso 2 luglio, in vista del vertice del G8 che si riunirà a Gleaneagles (Scozia) dal 6 all’8 luglio, da “Make poverty history” (Consegna la povertà alla storia) è stata “fisicamente logorante, ma molto arricchente”. Al corteo contro la povertà ha dato il proprio sostegno l’arcivescovo di Edinburgo, card. Keith Patrick O’Brien, che vi ha partecipato insieme al primate di Inghilterra e Galles card. Cormac Murphy-O’ Connor. In un messaggio firmato dal segretario di Stato Angelo Sodano, Benedetto XVI aveva espresso al card. O’Brien appoggio alla manifestazione auspicando che “i leader del mondo” facciano “la loro parte per assicurare una più giusta distribuzione dei beni del mondo”. E un appello agli stessi leader per “lo sradicamento della povertà” e “lo sviluppo dell’Africa” è stato lanciato dal Papa domenica 3 luglio, all’Angelus. Intanto il 4 luglio, a Edinburgo, si sono registrati alcuni scontri tra forze dell’ordine e alcune centinaia di militanti antiglobalizzazione, 60 dei quali sono stati poi arrestati. “LA MESSA NELLA CATTEDRALE era affollatissima”, prosegue Josephine, “Il momento più coinvolgente è stato il suono dei tamburi africani. In mezzo a tanta confusione, all’improvviso, ci è stato chiesto un minuto di silenzio e pensavo che sarebbe stato impossibile ottenerlo. Eppure quando l’altoparlante ha detto ‘dieci, nove, otto, sette, sei’, il silenzio è calato davvero ed è stato un momento commovente”. “Ci siamo resi conto allora che in Africa un bambino muore ogni trenta secondi per mancanza di cibo e acqua”, continua la giornalista che definisce “incredibile vedere così tanta gente tutta insieme, e come ciascuno aiutasse gli altri”. QUASI UN PELLEGRINAGGIO. “Per me è stato una specie di pellegrinaggio, come quando sono stata a Roma a rendere omaggio alla salma del Papa e ho fatto una coda di undici ore”. “Esperienza unica” anche per Sue Davies, mamma di Lucy, dieci anni e Beth otto, che con le figlie e un gruppo di dodici persone della parrocchia cattolica di St. Mary’s di Loughborough nord di Inghilterra ha partecipato alla giornata di Edinburgo. “Spero dice – che sia un gesto che serva anche ad altre persone. Abbiamo cercato con tutte le nostre forze di convincere i politici che il nostro appello è importante. Speriamo di esservi riusciti”. “Sono convinta che questa sia un’opportunità unica di persuadere i Paesi che appartengono al G8 che dobbiamo avere un sistema di commercio più equo. Penso che sia importante dare ai poveri del Terzo Mondo la possibilità di migliorare le loro condizioni, come pure fare qualcosa contro la corruzione che devasta Africa e Asia”: così Jenny Loan-Clarke racconta le ragioni per le quali ha partecipato all’evento di Edinburgo, e il figlio James, nove anni, aggiunge: “È importante cercare di cambiare la realtà e voler migliorare le condizioni di chi vive nel Terzo Mondo”. Insieme a Josephine, Sue e Jenny in 225.000 hanno partecipato al rally di Edinburgo, puntini bianchi che hanno circondato come una grande catena la città. Venivano da parrocchie e scuole cattoliche di tutto il Regno Unito e a guidarli erano i cardinali Cormach Murphy-O’Connor e Keith O’Brien. QUANDO LA MARCIA SI È FERMATA. Il momento più importante della giornata è stato la marcia che alle tre in punto si è fermata per ricordare coloro che vivono in estrema povertà, coloro che sperano che i propri bambini non entrino mai a far parte dei trentamila che muoiono ogni giorno perché sono troppo poveri per vivere. Sulla folla silenziosa sventolava un cartello con la scritta “Immagina che sia tuo figlio”, messaggio significativo per i grandi del summit. Il cielo estivo si è riempito di palloncini, liberati come simbolo di speranza che i politici decideranno una volta per tutte di intraprendere il difficile passo di raddoppiare gli aiuti, cancellare i debiti e rendere più eque le regole del commercio. Alla fine del minuto di silenzio, un rumore improvviso è venuto dalla folla che applaudiva, gridava e fischiava per esprimere la richiesta di vincere la povertà . “La speranza più grande è che i leader ci ascoltino” ha osservato il card. Murphy-O’Connor. Anche il Cancelliere dello Scacchiere Gordon Brown, il Primo Ministro scozzese Jack McConnell e il politico George Galloway hanno camminato insieme alla folla.