ecumenismo e dialogo" "
I capi delle principali religioni in Gran Bretagna hanno inviato una lettera aperta al primo ministro inglese Tony Blair per invitarlo ad agire contro la povertà nel mondo in vista del summit del G8 che il premier britannico presiederà dal 6 all’8 luglio a Gleneagles, in Scozia. È assolutamente necessario scrivono i leader religiosi “cambiare le strutture e le pratiche che producono sofferenza e privazione” nel mondo. La lettera è sottoscritta dall’arcivescovo di Canterbury, primate della Comunione anglicana, Rowan Williams, dal presidente della Conferenza episcopale cattolica, card. Cormac Murphy-O’Connor, dal Gran rabbino di Gran Bretagna Jonathan Sachs, dal presidente del Consiglio delle moschee e degli imam Sheikh Zaki Badawi, e dal moderatore delle Chiese libere David Coffey. I leader religiosi non si erano più espressi con iniziative comuni dal tempo dello scoppio della guerra in Iraq che essi avevano tentato di evitare con una lettera nel marzo del 2003. I responsabili delle religioni vogliono ricordare ai paesi ricchi l’impegno che hanno preso al summit del 2000, volto a dimezzare la povertà e a ridurre la mortalità infantile di due terzi da qui al 2015. “Dobbiamo credere si legge nella lettera che questi siano impegni seri e non bandiere al vento”. Tutto ciò significa una serie di impegni concreti tra cui la cancellazione del debito dei paesi poveri. A questo proposito, i leader religiosi esprimono la loro soddisfazione per i “recenti passi in avanti” che i paesi ricchi hanno intrapreso in questa direzione. Nella lettera si chiede anche il cambiamento delle “regole del gioco degli scambi internazionali per permettere ai paesi in via di sviluppo di realizzare al massimo il loro potenziale”. “Per cristiani, ebrei e musulmani si legge nella lettera a Blair un mondo che fallisce nell’offrire una giusta misura di giustizia a tutti i fratelli e sorelle chiunque essi siano e dovunque si trovino, è un mondo che ha fallito il disegno di Dio sull’umanità”.