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Nel suo trentesimo anno di vita, il G8, che riunisce i dirigenti di otto nazioni (Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Russia, Regno Unito e Stati Uniti) si riunirà a Gleneagles, in Scozia, dal 6 all’8 luglio, sotto la presidenza britannica dell’Unione Europea. Anche una delegazione dell’Ue guidata dal Presidente Barroso parteciperà al vertice. In occasione delle riunioni annuali del G8, i diversi attori discutono i temi d’attualità più importanti e possono impegnare i loro governi a cooperare con quelli degli altri paesi membri al fine di raggiungere più efficacemente gli obiettivi generali. Le riunioni precedenti del G8 sono state fonti di progresso. Quest’anno, l’Africa è al primo posto nell’ordine del giorno fissato dai Britannici. Al vertice di Kananaskis del 2002, il G8 aveva approvato un Piano d’Azione per l’Africa come risposta al Nuovo Partenariato di Sviluppo per l’Africa (Nepad), lanciato da un piccolo gruppo di dirigenti africani e che era stato approvato dall’Unione Africana. Il Piano d’Azione per l’Africa individua otto aree d’azione, che vanno dal rafforzamento delle istituzioni e del governo al sostegno dell’economia africana, passando per la lotta contro l’Aids e una migliore gestione delle risorse idriche. Queste promesse sono state reiterate in occasione delle riunioni di Evian (2003) e di Sea Island (2004). In quest’ultimo vertice, gli impegni nei confronti dei paesi poveri più pesantemente indebitati di sono tradotti in un alleggerimento del debito, che ammonta a circa cento miliardi di dollari e concerne 37 tra i paesi più poveri del mondo, dei quali la maggior parte si trovano in Africa. A dispetto di tutti questi impegni e degli “Obiettivi di Sviluppo del Millennio” stabiliti nel quadro delle Nazioni Unite nel 2002, l’Africa, in particolare l’Africa sub-sahariana, rimane un continente diseredato sul piano politico, economico e sociale, devastato dalla miseria e dell’Aids. La sua quota del commercio mondiale si è dimezzata tra il 1980 e il 2002, mentre oltre 13 milioni di uomini, donne e bambini sono morti di AIDS e altri 26 milioni sono attualmente affetti dal virus. Il rapporto della Commissione per l’Africa, pubblicato nel marzo 2005, lancia un appello urgente affinché l’Africa riceva “ senza ritardi un potente impulso in numerosi campi”. La Commissione insiste prima di tutto sul rafforzamento del governo, in quanto “ in assenza di miglioramenti in materia di capacità di governo, tutte le altre riforme raccomandate avranno soltanto un impatto limitato“. Il Rapporto 2001 della Comece sul Governo mondiale raccommanda l’istituzione di un Gruppo di Governo Mondiale, composto da capi di Stato e di governo, per trattare “ gli affari orizzontali a livello mondiale e assicurare un minimo di coordinamento e di coerenza nel sistema“. In assenza di un simile gruppo, questa responsabilità incombe sul G8 e sull’Unione Europea affinché possa infine essere dato quel potente impulso mirato ad alleviare l’insostenibile sofferenza dell’Africa.