Cattolici e democrazia

da Sir 10/2003

Si svolgerà a Bologna, nell’autunno del 2004, la 44a Settimana sociale dei cattolici italiani, sul tema “La democrazia: nuovi scenari, nuovi poteri”. Ad annunciarlo al Sir è don Paolo Tarchi , direttore dell’Ufficio Cei per la pastorale sociale e il lavoro, che illustra anche programmi e contenuti dei quattro seminari preparatori, promossi dal Comitato scientifico-organizzatore in vista dell’importante appuntamento ecclesiale. Il primo di essi si svolgerà a Roma, il 29 marzo, sul tema “Dove vanno le istituzioni?”, e intende offrire “un approfondimento che superi le polemiche del dibattito politico ed individui le linee profonde di evoluzione delle istituzioni”. Il programma del seminario (coordinato da Cesare Mirabelli) spazia, infatti, dall’Italia – con la riforma, ancora “non conclusa” e “bisognosa” di “nuovi interventi”, del titolo V della Costituzione, che attribuisce nuove competenze a regioni, province e comuni, ma mette anche in discussione “il rapporto tra poteri dello Stato” – all’Europa, con l’analisi del lavoro che sta svolgendo la Convenzione europea per elaborare il testo di una futura costituzione, in grado anche di tener conto dell’adesione all’Unione europea di nuovi Paesi. Gli altri seminari si terranno a Firenze, il 21 giugno, sul tema “Speranze e timori della scienza e della tecnologia”; a Milano, il 18 ottobre (“Come stanno cambiando l’economia e la finanza?”) e a Napoli, il 31 gennaio 2004, sul tema “La ‘governance’ globale: regole e procedure nel governo delle entità internazionali”. La prima Settimana sociale venne celebrata a Lione, in Francia, nel 1904,e il modello è stato subito “imitato” anche in Italia, a Pistoia, nel 1907, per iniziativa di Giuseppe Toniolo. Le più recenti Settimane sociali si sono svolte a Roma, nel 1991, sul tema “I cattolici e la nuova giovinezza dell’Europa”; a Torino, nel 1993, sul tema “Identità nazionale, democrazia e bene comune”, e a Napoli, nel 1999, sul tema “Quale società civile per l’Italia di domani?”.

Scienza, finanza e “governance” gobale. Dopo il primo appuntamento romano, dedicato ad una sorta di “bilancio” sulle riforme costituzionali in atto in Italia e in Europa, a Firenze – prosegue don Tarchi – ci si interrogherà “sull’avvento del potere scientifico-tecnologico, sia per comprenderne le logiche interne, sia per prospettarne modalità di governo rispettose delle esigenze legate alla dignità umane e alla legittima rivendicazione dei diritti dei popoli”. Tra i “problemi aperti” del seminario (coordinato da Giuseppe Dalla Torre), spiega il direttore dell’Ufficio Cei, figura ad esempio “la chiusura degli ambienti scientifici nei confronti della società per difendere legittimamente l’autonomia della ricerca. Ma è corretto evitare il confronto pubblico sui criteri che ispirano la ricerca e sulle conseguenze delle nuove acquisizioni? O è legittima talvolta soltanto la prevalenza dei finanziatori privati?”. Il grande tema della globalizzazione sarà, invece, al centro del seminario di Milano, in cui ci si interrogherà sul “senso e la portata dell’affermazione, oggi così frequente, secondo cui la globalizzazione è un processo essenzialmente non democratico”. Ci si chiederà, anticipa in particolare don Tarchi a proposito dell’iniziativa (coordinata da Stefano Zamagni), “come fare per riportare in equilibrio democrazia e mercato, in una stagione in cui le forze del mercato sembrano preponderanti”, partendo dalla consapevolezza che “ci sono valori come la pace, la libertà, la giustizia, che non possono essere realizzata livello individuale, ma attraverso processo decisionali di tipo collettivo”; sul piano internazionale, i partecipanti si chiederanno come “rendere democratiche istituzioni economico-finanziarie come il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale, l’Organizzazione mondiale del Commercio”. E proprio al tema della “governance” mondiale è dedicato, infine, il seminario di Napoli (coordinato da padre Michele Simone) , in cui ci si confronterà – informa il direttore dell’Ufficio Cei – su come conciliare la visione di una comunità internazionale che rischia di presentarsi come “un club delle nazioni più ricche in competizione tra loro per conservare la propria influenza”, con le nuove realtà di natura transnazionale (sistema economico globale, ong, organizzazioni politiche di tipo regionale).

“Dentro la storia”. “Stare, con intelligenza e originalità, dentro la storia”: questo, ricorda mons. Lorenzo Chiarinelli, vescovo di Viterbo e presidente del Comitato scientifico-organizzatore, lo “spirito” delle Settimane sociali, oggi in stretta sintonia con il “progetto culturale cristianamente ispirato” sui cui è impegnata la Chiesa italiana. Tra i problemi emergenti, aggiunge il vescovo, quello di “come promuovere e garantire le condizioni della democrazia in un’epoca in cui i processi di globalizzazione sconvolgono i rapporti internazionali e all’interno degli Stati nazionali”. Di qui l’attualità del tema della prossima Settimana sociale, che nasce “dalla consapevolezza della complessa trasformazione in atto, spesso avvertita, talvolta occultata, perfino manipolata”, ma soprattutto “dalla responsabilità che spinge ancora i cattolici a partecipare al cammino della società, affinché in essa emerga la centralità della persona umana, la dimensione etica dei rapporti sociali, il profilo alto della democrazia”.