Centro italiano femminile

ASSOCIAZIONI E MOVIMENTI

Il nostro Paese sta vivendo in questi mesi un momento particolarmente importante legato ai prossimi referendum riguardanti la Legge 40/2004 che probabilmente si svolgeranno a giugno. Più volte come Associazione, nei nostri convegni, seminari, sul nostro giornale “Cronache e Opinioni” abbiamo affrontato il tema della procreazione medicalmente assistita, lamentando l’assoluto vuoto legislativo in merito a questioni così fondamentali legate alla vita, e apprezzando con la recente legge 40/2004 l’importante passo avanti fatto dall’Italia verso una indispensabile regolamentazione di pratiche mediche che avevano visto compromessa la difesa della dignità della vita umana, plaudendo soprattutto la scelta di mettere al centro dell’interesse i diritti del concepito.
È chiaro che la prossima convocazione referendaria ha imposto al CIF un impegno ancora maggiore tanto che, visto le reiterate prese di posizione della Chiesa, l’Associazione ha aderito insieme a personalità che fanno parte del mondo scientifico, culturale, professionale, politico ed associativo al “Comitato Scienza e Vita per la legge 40/2004”. L’intento è quello di rendere la nostra voce più forte per non lasciare che questa legge importante subisca inaccettabili modifiche. Insieme al Comitato rileviamo l’opportunità di astenerci ai prossimi referendum, un’astensione che non ha il significato di una mancata risposta al nostro dovere civico di votare ma, al contrario, che esprime una estrinseca e legittima (prevista dalla Costituzione) manifestazione di una volontà cosciente e consapevole degli effetti politici della nostra scelta.
Con l’astensione, infatti, vogliamo dire un “doppio no” ai quesiti referendari e all’uso distorto dei referendum in materia di fecondazione. Lo stravolgimento della legge 40 del 2004 colpirebbe soprattutto le donne, poiché diventerebbero davvero donne-contenitori, e la maternità sarebbe trasformata in una “gara sportiva”. Contenitori non di un progetto, ma di un oggetto del proprio desiderio, di un essere umano che non ha il diritto di conoscere i propri genitori, che viene “selezionato” in base ad una presunta assenza di malattie. Insomma la sacralità della vita verrebbe profondamente compromessa. Davvero è il caso di fermarsi. Penso che il modo di vivere la maternità stia cambiando radicalmente. Le logiche del consumismo infatti hanno raggiunto anche questo aspetto della vita umana: avere figli è diventato uno status symbol, come andare alle Maldive o avere una determinata macchina, una donna ed anche un uomo sono disposti a sottoporsi a pratiche dolorose, psicologicamente devastanti pur di non rinunciare a ciò che viene vissuto come “diritto”, un figlio appunto. In passato non era così diffuso il problema dell’infertilità di coppia anche perché ai figli ci si cominciava a pensare molto presto (20 anni) ed è sullo spostamento dell'”orologio biologico” che la politica e la società dovrebbe svolgere una serie riflessione, ma quando accadeva che una coppia non riusciva ad avere figli era naturale che questi investissero i propri sentimenti di maternità e paternità sui nipoti o su altre persone. Davvero si percepiva che al proprio bisogno di essere per l’altro vi potevano essere più risposte.

È vero anche che oggi le pratiche per adottare un bambino a volte scoraggiano i genitori che vedono il loro desiderio negato anche dalle istituzioni. E’ anche in questa direzione che bisogna agire. Tra un anno chiuderanno gli istituti per l’infanzia, gli orfanotrofi e l’auspicio è che davvero l’affido così come l’adozione diventino decisamente procedure più semplici. L’auspicio che il CIF rivolge soprattutto alle donne è quello di riuscire a ritrovare il senso vero della Grazia della maternità e della paternità nell’essere disponibili a prendersi cura dell’altro.

Roma, 15 marzo 2005

Anna Maria Mauro Pastorino presidente nazionale Cif
Il documento diffuso il 30 maggio 2005