Il territorio per la vita (2)

DIOCESI

Mentre si avvicina la scadenza referendaria del 12 e 13 giugno, le diocesi italiane continuano a “mobilitarsi” per sensibilizzare i fedeli sulla reale “Posta in gioco” del referendum sulla legge in materia di procreazione medicalmente assistita (cfr. Sir 21/2005). Ieri (10 maggio), ad esempio, a Bolzano, la consulta delle aggregazioni laicali ha organizzato un incontro sul tema “Perché l’embrione è uno di noi”, mentre quasi in contemporanea a Rimini, c’è stata una conferenza dal titolo “L’embrione e la libertà della ricerca scientifica”.   “ASTENERSI NON È ANDARE AL MARE”. “Astenersi non è… andare al mare”, ma “stare dalla parte della legge 40” tramite “un doppio no perfettamente lecito, costituzionalmente parlando”. È quanto scrive don Corrado Avagnina, direttore di “L’Unione Monregalese”, settimanale cattolico di MONDOVÌ, a proposito del referendum sulla legge 40. “Si discute talvolta in modo sbrigativo – fa notare Avagnina – sul senso e sulla portata dall’astenersi ai quattro referendum sulla fecondazione assistita. E non mancano coloro che stroncano di brutto la scelta di non andare a votare rispetto a quesiti imperniati su una delicata materia, in cui sono interpellate da una parte le scienze e dall’altra le coscienze”.
Il fatto che “ci sia una quota di cittadini disinteressati alle urne – osserva Avagnina riferendosi ad alcuni ‘attacchi’ sferrati da esponenti laici al fronte del ‘doppio no’ – è un fatto realistico che non deve escludere la ‘scelta’ motivata… di astenersi. Per quanto attiene alle urne del 12 giugno, poi, astenersi equivale ad una sorta di ‘doppio no’, perfettamente lecito, costituzionalmente parlando. In pratica si intende così stare dalla parte della legge 40, per evitarne i ‘tagli’ referendari, a tutela dei diritti del concepito soprattutto, richiamando anche alla necessità di non sottoporre a questo tipo di voto questioni così complesse e delicate. Infine, se la legge non viene toccata dal referendum perché viene a mancare il quorum, quella stessa legge potrà essere perfezionata”.   UNA “BATTAGLIA” PER I DIRITTI DELLA PERSONA. “Le guerre e le battaglie possono perdersi, ma non per questo dobbiamo trascurare che sono in gioco i diritti della persona e dobbiamo batterci per difenderli”. Mons. Salvatore Nunnari, arcivescovo di COSENZA-BISIGNANO, ha motivato in questi termini ai suoi fedeli la scelta dell’astensione al referendum del 12 giugno sulla legge 40/2004. Intervenendo, l’8 maggio, al convegno sul tema “Fecondazione artificiale tra bioetica e diritto: cavie o persone?”, promosso a Rende (Cosenza) da Rinnovamento dello Spirito Santo della Calabria in collaborazione con il Comitato “Scienza e vita” di Cosenza, il presule ha spiegato che “astenendoci dal votare noi difendiamo una legge che comunque non è del tutto conforme alla dottrina cristiana. Non andando a votare aderiamo ad un appello inscritto nella responsabilità civica che ha ogni cristiano”.

“Noi – ha aggiunto Carlo Casini, del Movimento per la vita – non vogliamo il colpo di spugna sulla legge, che diverrebbe un recipiente vuoto se passassero i referendum. Sarebbe invece doloroso se qualcuno andasse a votare no o scheda bianca, perché farebbe scattare il quorum e quindi abrogarla. La nostra non è una scelta di fuga”.   LA FAMIGLIA, “PRIMA RISORSA”. “Nell’arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno – racconta Gerardo Falcone, del Forum delle associazioni familiari di SALERNO – è in corso una fioritura di iniziative a favore della legge 40. Il primo passo è stato costituire il Comitato ‘Scienza e vita’ di Salerno e provincia. Come attività immediata, a nome dell’arcivescovo mons. Gerardo Pierro, stiamo contattando tutti i parroci della provincia per fare un lavoro capillare di sensibilizzazione in tutte le comunità, spiegando i motivi per i quali non si deve andare a votare ai prossimi referendum che chiedono l’abrogazione parziale della legge 40″.

Anche nell’arcidiocesi di AMALFI-CAVA DE’ TIRRENI, nel mese di maggio, si è costituito il Comitato locale ‘Scienza e vita’: è stato anche organizzato, in episcopio ad Amalfi, un incontro, presieduto dall’arcivescovo, mons. Orazio Soricelli, per spiegare a gruppi, movimenti e associazioni diocesane lo scopo e la struttura del Comitato in vista del prossimo referendum. Intanto, sono promossi momenti di preghiera in difesa della vita nelle città di Amalfi e Cava de’ Tirreni ed è stato sottoscritto il manifesto del Comitato nazionale da gruppi, movimenti ed associazioni diocesane. Sempre in tema di famiglia e difesa della vita, l’associazione delle famiglie Afi Angri-S.Antonio Abate (diocesi di SORRENTO-CASTELLAMMARE DI STABIA) organizza, il 15 maggio, a S.Antonio Abate, il suo primo convegno regionale sul tema “La famiglia prima risorsa per il bene della società”, cui interverrà, tra gli altri, l’arcivescovo mons. Felice Cece.