da Sir 67/2004
La Settimana Sociale francese, appena conclusasi a Lille, ha assunto quest’anno le vesti di un appuntamento europeo. La partecipazione di rappresentanze di diversi Paesi, tra cui una delegazione italiana numerosa e molto qualificata è stata un segnale importante. Proprio mentre le prospettive della costruzione europea, a poche settimane dalla firma del Trattato costituzionale, sembrano incerte, proprio mentre si affacciano le nubi dell’euroscetticismo in molte opinioni pubbliche in vista dei referendum confermativi, i cattolici lanciano un segnale forte. Da Lille è venuto un forte appello alla partecipazione, ad impegnarsi nelle istituzioni. È uscita insomma la conferma che quando Giovanni Paolo II e con lui tanti, cattolici e non cattolici, hanno richiesto la menzione delle radici cristiane dell’Europa non rivendicavano privilegi o posti di potere: semplicemente ribadivano un dato di fatto, un impegno senza riserve che è stato decisivo cinquant’anni fa per dare avvio ad un progetto di rinnovamento, di ricostruzione, di sviluppo.
Tutto questo vale anche per l’Italia. Anche l’imminente Settimana Sociale di Bologna sarà un modo sintetico ma assai qualificato per dire che i cattolici, nelle molteplici articolazioni delle forme di presenza nel sociale, nella cultura, nelle istituzioni, nella politica, sono pronti a giocare la loro parte. Si sentono insomma ancora una volta in prima linea sulla frontiera dello sviluppo della democrazia. Il tema dell’appuntamento bolognese infatti è molto impegnativo. Ma affrontare i grandi temi con onestà e coraggio, come si fa nelle Settimane Sociali, è la via giusta per aiutare la politica in questa lunga transizione.
La politica è sempre più professione, tecnica: ma tanto più accentua questi caratteri, tanto più ha bisogno di un retroterra sociale, culturale, morale, associativo, ideale. Qui il multiforme mondo cattolico, nella ricchezza della sua articolazione ma anche nel nuovo slancio unitario che si percepisce in questi tempi, sta prendendo posizione con rinnovato slancio. L’obiettivo della Settimana Sociale di Bologna è fare emergere con chiarezza questo dato, mostrare con evidenza quale nuova e aggiornata forma di presenza politica, per spontaneo consenso, possano oggi avere i cattolici in Italia. Non si tratta di una presenza partitica, anzi, in qualche modo ridimensionando il “teatro” della politica dei partiti e degli schieramenti, punta dritto ancora una volta sui bisogni concreti della gente e sulle aspettative più profonde, proprio perché anche la politica dei partiti ritrovi la sua autentica ragion d’essere.
Francesco Bonini