Dopo il voto
Continuano le valutazioni, le dichiarazioni e i commenti dei settimanali diocesani all’esito della consultazione referendaria del 12 e 13 giugno. Ne riportiamo alcune fra quelle giunte in redazione. “ESSERE MENO SPETTATORI E PIÙ CITTADINI”. Colmare la “lontananza” della gente dalla politica, in un momento quale quello attuale in cui “si è troppo ridotto lo spazio della cittadinanza, della partecipazione e anche della responsabilità”. È una delle indicazioni che l’esito del referendum del 12 e 13 giugno dà per il futuro del Paese: lo scrive Marco Bonatti, nell’editoriale del settimanale diocesano di TORINO “La Voce del Popolo”, dedicato all’ultima consultazione referendaria. “La ‘lontananza’ dalla gente, che il referendum ha espresso e i grandi mass media e la politica non hanno colto si legge nell’editoriale , segnala questa percezione: che si è troppo ridotto lo spazio della cittadinanza, della partecipazione, e anche della responsabilità. Si è visto che i ‘lider maximos’, di qualunque colore siano, non riescono a risolvere tutti i problemi, e nessuno dispone di bacchette magiche”. Nell’esito del referendum, “insieme all’indifferenza di tanti”, c’è “anche la voglia di essere meno spettatori e più cittadini”, è la tesi del direttore del settimanale, secondo il quale “la politica ha bisogno di confronto ‘dal basso’, di ascolto reciproco; e non sente alcuna nostalgia per le ‘adunate’ in cui come è accaduto in questi giorni il deputato convoca gli elettori del suo collegio per spiegare loro come devono votare”. PER UNA RIFORMA DEL REFERENDUM. A invocare “una riforma dell’istituto referendario”, soprattutto togliendo “la possibilità di riscrivere la legge cancellando una riga qua, un paragrafo là”, è invece Paolo Busto, direttore di “La Vita Casalese”, settimanale della diocesi di CASALE MONFERRATO. “È ormai indilazionabile una riforma dell’istituto referendario scrive il direttore aumentando il numero delle firme richieste, dando un congruo periodo di sperimentazione della legge, indicando meglio i temi che possono essere sottoposti a referendum abrogativo e soprattutto togliere la possibilità di riscrivere la legge cancellando una riga qua, un paragrafo là. Per proporre leggi fortemente modificative, resta sempre la raccolta di firme per proposte di legge di iniziativa popolare, su cui deciderà il Parlamento”. “Questa votazione commenta, inoltre, l’autore dell’editoriale ha definitivamente messo in soffitta la falsa dicotomia tra laici e cattolici, e anche quella di un presunto illuminismo che dà ogni credito alla scienza emarginando la coscienza. La Chiesa è stata capace di illuminare le coscienze e lo ha fatto soprattutto con l’impegno di laici e scienziati. Prelati, vescovi e sacerdoti hanno evitato di comparire nei dibattiti televisivi. D’altra parte la formazione delle coscienze deve essere permanente e non occasionale”. “NON LASCIARE CADERE LA TENSIONE”. Mariano Tallone, direttore del “Corriere di Saluzzo” (SALUZZO), invita a “non lasciare cadere la tensione” dopo il referendum, continuando “a dare voce alla vita più debole e indifesa: da quella che inizia nel concepimento a quella che languisce nei Paesi della fame, da quella dei malati in ospedale a quella che convive quotidianamente con l’handicap, da quella dei bambini abbandonati a quella dei calpestati dall’ingiustizia e dalla violenza”. “Se riusciremo a non lasciare cadere la tensione, alzatasi fortemente in questi mesi, proprio grazie all’appuntamento referendario è l’augurio dell’autore dell’editoriale ho speranza e fiducia che il dibattito sul valore della vita umana ci renderà più capaci tutti, a partire dalle istituzioni fino al singolo cittadino, a continuare a dare voce alla vita”. INFORMARE E MOTIVARE. “Sul tema della vita, e anche sulla procreazione artificiale è l’auspicio di Cesare Contarini, direttore del settimanale della diocesi di PADOVA, “La Difesa del Popolo” va continuato il lavoro d’informazione e motivazione: quanti ragazzi e ragazze crescono favorevoli all’aborto? Quante coppie (anche cristiane) ammettono la fecondazione artificiale e andranno all’estero per avere il figlio a tutti i costi? Al di là dei problemi e drammi, è essenziale far amare la vita, dare ragioni di speranza e, insieme, costruire maggiori tutele e protezioni sociali, in una visione dinamica dei diritti delle persone”. “Come cristiani ricorda il direttore del settimanale dobbiamo dare spessore culturale alle nostre scelte, spiegando le ragioni della speranza che è in noi. Ragioni motivate, approfondite, da adulti: la stampa cattolica serve proprio a questo”.